Un anno fa Nardò andò alle urne e democraticamente la maggioranza dei neretini scelse chi la democrazia disprezzava.

Votò chi evocava il saluto fascista e si accompagnava ai fascisti di CasaPound, chi non fa mistero della sua cultura di “destra” ma non disdegna  frequentare e sostenere i “sinistri” Emiliano e Capone. “Né destra né sinistra” il suo mantra per dire “si alla destra ,sì alla sinistra” a seconda della bisogna. Incoerenza, ipocrisia, indecenza queste le parole che hanno caratterizzato e caratterizzano l’azione politica di Pippi Mellone. La defenestrazione degli assessori De Tuglie, Plantera e Tedesco che fa seguito a quella di alcuni mesi fa della Dott.ssa Dell’Anna sancisce il fallimento di Pippi Mellone e dei suoi pasdaran. 
Fallimento che viene ammesso dallo stesso Mellone nel suo comunicato nel quale peraltro non dà alla Città spiegazione alcuna del rimpasto di giunta. Se riusciamo a comprendere la “cacciata” di De Tuglie meno si capisce il siluramento della Tedesco e tantomeno quello di Plantera. Ma non era Plantera l’assessore “dell’Estate più bella di sempre e di Nardò capitale del Sud?”. 
Il cinismo politico di Mellone è rivoltante. La “merda “di Nardò e Porto Cesareo continua a essere sversata nel nostro mare, la Sarparea sarà cementificata. Il tutto grazie a Pippi Mellone. E sarà un caso. Ma questo rimpasto avviene dopo la visita di Emiliano e della Capone a Nardò. 
E proprio Emiliano e la Capone “stranamente” Mellone cita ossequiosamente nel suo comunicato con il quale annuncia la sua nuova compagine di governo. Non fa notizia pertanto l’ingresso in giunta di quel Natalizio, del quale sono note le entrature politiche nell’entourage di Emiliano e della Capone, che si conferma come il più squallido esempio di voltagabbana degli ultimi anni. Né sorprende la nomina di Tollemeto reduce da una fallimentare conduzione del Consiglio Comunale. 
Una città allo sbando, una città regredita all’inciviltà e desertificata culturalmente. 
Si sveglino i neretini, anche quelli che in buona fede hanno votato Mellone credendo nel cambiamento. Prendano atto del tradimento perpetrato da Mellone. E riflettano anche Emiliano e la Capone. Alle prossime elezioni i voti li dovranno chiedere a Mellone e ai suoi perché a SINISTRA non ne troveranno molti. E rifletta anche il PD e la Sinistra tutta. Conviene “contaminarsi con tutti pur di vincere”? Ammesso che si vinca… E’ l’ora delle scelte.

Centro Studi “Salento Nuovo”      
Lucio Tarricone