LITE DURANTE L’AFFISSIONE DEI MANIFESTI ELETTORALI. RINVIO A GIUDIZIO PER L’ATTACCHINO

 LITE DURANTE L’AFFISSIONE DEI MANIFESTI ELETTORALI. RINVIO A GIUDIZIO PER L’ATTACCHINO
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Il pubblico ministero della procura della Repubblica di Lecce, Simona Rizzo, ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio nei confronti dell’attacchino comunale che picchiò, dopo una discussione sulle modalità di affissione dei manifesti elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale, il marito di una candidata.

Pugni in viso e calci all’inguine. Così reagì l’attacchino addetto all’affissione dei manifesti per conto del Comune ad una persona che gli chiedeva conto di perché si seguissero determinate modalità. Una reazione fruriosa che comportò una prognosi di quaranta giorni per la persona ferita, non solo nel fisico.
Ma non solo. Anche frasi come “se ti vedo in mezzo alla strada ti rompo la testa con una mazza” come risulta dagli atti.

Successe ai primi di agosto del 2020, poco più di un anno fa e nel bel mezzo di una singolare campagna elettorale estiva per il rinnovo del Consiglio della Regione Puglia.
L’uomo, oggi 48enne, dovrà affrontare l’udienza preliminare il 18 ottobre prossimo come scrive il Gip Michele Toriello. In quella sede la persona offesa, il 47enne marito della candidata, dovrà decidere se costituirsi parte civile. Una decisione che sarà comunicata quel giorno.

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