IL PESO DEI SENSI DI COLPA

 IL PESO DEI SENSI DI COLPA
Stefania
Piccione
Mov5
leuzzi

Vi siete mai chiesti perché tendiamo all’autocritica? Perché ci attribuiamo delle colpe? Perché abbiamo pensieri negativi circa il nostro operato?

Vi chiedo di fare un piccolo esperimento: quando state per criticarvi fermatevi e provate a rivolgere a voi stessi parole gentili, amorevoli e di comprensione.

Come vi sentite?

Più leggeri? Probabilmente sì.

Il senso di colpa è uno stato d’animo a cui siamo tendenzialmente inclini, direi quasi per natura, che tuttavia, è stato rinforzato nel corso della vita.

Se dopo anni di diete, digiuni, privazioni abbiamo ottenuto risultati e ci siamo concessi un extra considerandolo sgarro non abbiamo fatto altro che ritenere che il modo opportuno per perdere peso fosse questo.

Pertanto, nel tempo abbiamo rinforzato l’idea in base alla quale con un’insalata si dimagrisca, con una pizza si ingrassi, considerandolo il pasto libero da concedersi nel weekend ed entrando nel circolo del “tanto ormai” e “da lunedì dieta”.

Ciò che manca (ed è fondamentale, aggiungerei) è la coscienza alimentare. È una concezione che va oltre il semplice mangiare sano per stare bene e in forma, ma è lo sviluppo di una vera e propria consapevolezza.

Capire cosa, quanto e quando mangiare. Ascoltare i segnali interni. Riconoscere gli stati mentali. Accogliere le emozioni. È questa la consapevolezza. Una connessione con il nostro io più intimo.

Sviluppare una coscienza alimentare comporta numerosi benefici: elimina le etichette, soddisfa il gusto, porta a delle scelte sagge, ci rende liberi da ogni schema alimentare.

In occasione di un evento sociale non avremo l’ansia di perdere il controllo, non ci prepareremo in anticipo tagliando calorie nei giorni precedenti.

Ciò che comporta acquisire consapevolezza, quindi attraverso la Mindful Eating, è quello di spostare il focus sul contesto, ad esempio a cena fuori dedicherò le mie attenzioni alla compagnia e mi discosterò dal pensiero costante del menù, delle calorie e del cibo; avere consapevolezza vorrà dire avere equilibrio, essere in grado di provare piacere e soddisfazione anche con qualche assaggio del nostro cibo preferito, non incappando nell’errore di evitarlo per lungo tempo e abbuffarcene alla prima occasione utile; essere consapevoli vuol dire riconoscere l’emozione sopraggiunta e starci insieme, senza reagire automaticamente per metterla a tacere col cibo.

Mangiare e avere sensi di colpa e provare sensi di colpa mentre si mangia è un segnale del nostro essere dei mangiatori emotivi. Utilizziamo il cibo per controllare le nostre emozioni e il conseguente senso di colpa per castigarci e giustificare il nostro operato. Si mettono in atto pensieri autocritici, autosabotanti che ci porteranno ad avere una visione distorta di noi stessi.

Proviamo a leggerla in chiave diversa, proviamo a capire che mangiare non è un reato, per cui perché sentirsi in colpa?!

Mangiare è un atto naturale, semplice e necessario. Mangiare è un piacere, è un mezzo di unione e condivisione. Mangiare non dovrebbe essere uno strumento di tortura. I sensi di colpa non dovrebbero avere così tanto peso.

Se provassimo a spogliare il cibo da ogni etichetta e condizionamento, i sensi di colpa avrebbero ancora tanto peso?

Ciò che occorre è affidarsi a se stessi, ascoltare i propri segnali interni e porre attenzione ai giusti punti, e se questo dovesse risultare difficile sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista che vi insegni un buon approccio alimentare e vi faccia perdere peso… quello dei sensi di colpa.  

Mindful Eating Lecce

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