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PCOS E LE SUE CONSEGUENZE

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La sindrome dell’ovaio policistico (Polycystic Ovary Syndrome, PCOS) è una delle più frequenti patologie endocrine della donna, che solitamente esordisce durante la pubertà e diviene conclamata in età adolescenziale. Le caratteristiche anatomiche e istologiche delle ovaie delle donne affette da questa patologia sono tipiche: le gonadi sono aumentate di volume e si osservano numerosi follicoli distribuiti in periferia, con differente grado di sviluppo.

L’eziopatogenesi della PCOS è di tipo multifattoriale. I fattori implicati agiscono determinando un vero e proprio circolo vizioso che porta a manifestazioni cliniche quali disordini del ciclo mestruale (ritmo, quantità, durata), infertilità e disturbi dell’ovulazione, iperandrogenismo, con conseguenti problematiche estetiche come comparsa di acne, irsutismo, alopecia e ipertricosi, sovrappeso e obesità.

L’obesità è infatti presente nel 50-60% delle donne affette da PCOS ed è associata ad uno stato di iperinsulinismo legato, a sua volta, all’insulino-resistenza la quale svolge un ruolo fondamentale nella genesi anche nelle donne magre.

Quest’alterazione ormonale porta a uno squilibrio metabolico in cui si riscontra:

  • Dislipidemia con aumento dei trigliceridi e colesterolo cattivo LDL
  • Riduzione del colesterolo buono HDL
  • Ridotta tolleranza glucidica o diabete di tipo 2
  • Ipertensione arteriosa

In questo contesto, un ruolo chiave lo ha un’alimentazione che mira a correggere tale alterazioni metaboliche. Diversi studi hanno dimostrato che il miglioramento della qualità della propria alimentazione e dello stile di vita nella donne affette da PCOS si traduce in un miglioramento dei livelli di glucosio, insulina, colesterolo, androgeni, pressione sanguigna e fertilità. L’alimentazione si deve basare principalmente sul consumo di alimenti a basso indice glicemico che quindi non porta a dei picchi diglicemia, parametro già alterato a causa della patologia stessa. E’ opportuno consumare sempre pasti completi (carboidrati + proteine + grassi) ed evitare invece di consumare pasti costituiti quasi esclusivamente da carboidrati; questo al fine di modulare al meglio la risposta glicemica e insulinemica. Inoltre, fondamentale è un’assunzione adeguata di fibra alimentare, fattore importante nel determinare un abbassamento dell’indice glicemico dell’intero pasto e una riduzione di grassi di origine animale, cosi come di alimenti e bevande ricchi di zuccheri.

La PCOS non è considerata solo una patologia dell’apparato riproduttivo ma piuttosto un complesso disturbo endocrinologico con importanti complicanze. La terapia nutrizionale affiancata a quella farmacologica è la chiave per alleviare i sintomi di questa malattia e per prevenire gravi complicazioni. Infatti, se non trattata adeguatamente, la PCOS porta a complicazioni croniche e molto severe, come malattie cardiovascolari e diabete.

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