Ritrovare l’equilibrio con l’ippoterapia

Intervista a Ilaria Fiorentini, operatore tecnico della riabilitazione equestre.

Cosa si intende per Ippoterapia o Terapia Assistita con il cavallo?

Le Terapie assistite con il cavallo sono un insieme di tecniche riabilitative che, grazie all’ausilio del cavallo, permettono di ottenere dei miglioramenti a livello cognitivo, sensoriale e neuromotorio.

Perchè il cavallo si presta così bene all’impiego in terapie riabilitative?

Per prima cosa mi piace ricordare sempre che il cavallo non giudica chi ha di fronte e questo è molto importante per stabilire una relazione con l’uomo, soprattutto nei casi cui sia presente una disabilità. Inoltre il cavallo permette di avere uno scambio empatico ed emozionale con l’uomo: grazie alla comunicazione non verbale c’è una maggiore consapevolezza emozionale.

Come si svolgono, in linea generale, le sessioni di Ippoterapia?

È molto difficile standardizzare un’attività assistita con il cavallo poiché è necessario strutturare le sedute in base alle problematiche e abilità delle varie persone. Posso dirti però, in linea generale, che ritengo sia di fondamentale importanza la fase inziale della seduta la quale avviene in scuderia e in cui “da terra” avviene il primo contatto tra la persona ed il cavallo. Questa fase inziale, che prende il nome di grooming in cui la persona prepara il cavallo per la lezione è un momento molto significativo in cui attraverso il tatto, si instaura la  prima interazione tra il cavallo e l’uomo. Pulire e sellare il cavallo, oltre a migliorare le abilità di motricità fine e la coordinazione, permette di sperimentare la sensazione di prendersi cura dell’altro. Una volta pulito e sellato il cavallo, ci si reca nel maneggio e in base alla situazione, una volta in sella, vengono svolti esercizi per migliorare sia le abilità motorie che psichiche della persona. Infine, si ritorna in scuderia dove il cavallo viene dissellato e ringraziato con delle carezze e un piccolo premio goloso, come carote e zuccherini. Quest’ultima fase, apparentemente banale, si rivela spesso molto importante poiché, attraverso il dialogo con la persona, è possibile verbalizzare i vissuti emotivi emersi durante la lezione.

Si può fare a qualsiasi età?

Sì, a partire dai 3 anni!

Quali benefici si possono riscontrare?

I benefici sono numerevoli sia a livello fisico che psicologico: migliora la coordinazione, la postura, la motricità fine, la concezione spazio temporale, la percezione di sé e del proprio corpo, le abilità esecutive, i livelli di attenzione e di vigilanza, la memoria e le capacità di problem solving. In più, svolgere queste attività all’aria aperta e non nei classici ambienti chiusi delle strutture riabilitative fa si che ci sia un coinvolgimento più positivo della persona.

È utile anche per soggetti disabili o con deficit cognitivi?

Assolutamente si! Per quanto riguarda i deficit cognitivi, come dicevo prima, montare a cavallo migliora la memoria, l’apprendimento, l’attenzione e le capacità di problem solving.