Qualcosa è stata fatta male. Probabilmente l’atto firmato da Pippi Mellone, l’ordinanza pubblicata ORDINANZA_21_03_2020_1014980_ATT_002007832_245292, non poteva essere fatto in quel modo. Certo è che ieri sera, A VOCE, alcuni agenti di polizia locale sono dovuti tornare dai proprietari degli esercizi commerciali ai quali, prima di mezzogiorno, era stato intimato di non aprire. Agli stessi è stato detto che stamattina, invece, potranno restare aperti fino a mezzogiorno. Non si sa che cosa sia successo, non c’è informazione completa, come sta accadendo troppo spesso da parte dell’Amministrazione comunale. Forse, ma non abbiamo conferma diretta pur avendoci provato, c’è stato un intervento della prefettura di Lecce: in questo momento ogni ordinanza di un sindaco è inefficace. Non ha effetti.

Una giornata pazzesca. Mellone decide di far chiudere tutte le attività, anche quelle che hanno già programmato tutto come forni e pastifici (mettendo in lavorazione i prodotti, spendendo denaro per le materie prime, chiamando gli operai da impegnare per il lavoro) e lo fa con una ordinanza che viene resa nota sabato, nella mattinata. Tutti restano nell’incertezza, fioccano le richieste di chiarimento. Anche perché nei paesi vicini una ordinanza simile, ovviamente, non esiste.
Secondo la prefettura, infatti, quella ordinanza non si poteva fare. Galatone e Copertino, tanto per essere chiari, non la fanno perché panifici e pastifici possono restare aperti.
Del resto si vende pane e pasta, mica gioielli e balocchi.
L’ordinanza, però, resta in piedi e Mellone ne ribadisce il contenuto a tarda ora sul suo profilo social. Come se tutta Nardò penda da quel profilo, tra l’altro.
Certo è che alle 19.30 gli agenti della polizia locale fanno il giro degli esercizi commerciali che, secondo la legge (non quella “neritina”, quella generale) potevano rimanere aperti ed A VOCE avvisano che stamattina, domenica, si potranno vendere i prodotti preparati ieri. Mellone dice una cosa, la polizia locale ne fa un’altra. E anche questo è un episodio da chiarire.

Ma perché è pericoloso quello che è successo, visto che nei Comuni vicini un’ordinanza simile non esiste?

– Perchè la gente si poteva spostare per andare a comprare qualcosa a Galatone, a Porto Cesareo, a Copertino.

– Perché con la chiusura di domenica la gente, lunedì, avrebbe potuto creare assembramenti temendo nuove chiusure.

– Perché se c’è una legge generale non è la libera repubblica di Nardò a poterla cambiare.

Infine per questo motivo, un po’ più raffinato, espresso dal premio Nobel per l’economia Milton Friedman: “Noi economisti non conosciamo molte cose, ma sappiamo come creare una carenza nei mercati. Se vuoi creare una carenza di pomodori, per esempio, basta approvare una legge che vieta ai rivenditori di vendere pomodori per più di due centesimi a libbra. Immediatamente, si ottiene una carenza di pomodori”.

Insomma, sia detto senza polemica alcuna, ma crediamo che il sindaco debba dare qualche spiegazione ai commercianti di Nardò.