“Ecco..Oggi mi sento quasi in dovere di scrivere…sono passati 3 anni e mezzo da questa mia esperienza, a causa di un incidente.

Il covid-19 ti porta lì in quel luogo in quella camera fredda come il ghiaccio, li dove il giorno e la notte non esiste dove la luce è una plafoniera bianca che non si spegne mai..li dove vedi infermieri e medici correre in piena notte e con sangue freddo gridare ‘libera’ per far battere quel cuore che ha deciso di rassegnarsi e chiudere il suo rapporto con la vita…le ore sono sempre uguali, impari i cambi turno degli infermieri e i loro nomi, questo accade a chi come me era semi vigile…e i miei sono stati 22 lunghissimi giorni…la morfina attaccata giorno e notte ma non basta a non farti vedere la morte…è lì davanti a te…se sei “fortunato” appena ti risvegli vai in reparto, ci sono rimasta un bel po’ prima di andare via da lì, prima di andare in reparto…io sono arrivata sveglia, ma a seguito di un intervento ho ‘dormito’ un po’ di più e quando mi sono risvegliata avevo un forte mal di gola che solo a pensarlo ora lo rivivo, una sensazione di gola graffiata, ecco questa è la sensazione del dopo essere stata stubata…sensazione bruttissima…ricordo la signora accanto a me, nella seconda camera in cui il mio soggiorno è stato più lungo, ricordo anche il volto della signora della prima camera…camere in cui non hai una porta da chiudere all’ingresso dei medici o parenti, no, e hai vetrate in cui davanti a te osservi la malattia la sofferenza la solitudine, in rianimazione si entra solo 60 minuti nell’arco di 24 ore…e credetemi che è un luogo che chi come me ha visto e vissuto evita con piacere..

Vi racconto questo per dirvi di STARE A CASA!!!! Sono migliori i giorni passati in casa che lì dentro!

A casa hai il giardino o il balcone e non una stanza da condividere con uno sconosciuto, hai il tuo letto e non un letto antidecubito manovrato da altri, hai la percezione del giorno e della notte e non una plafoniera con luce bianca, respiri da solo con il tuo naso e la tua bocca e non intubato e attaccato ad un ventilatore!!!! Hai il corpo che ti appartiene e non hai chi ti deve lavare, hai la libertà di vestirti come ti pare e piace e non completamente nudo sotto un lenzuolo con accanto solo macchine che suonano scandendo un tempo preciso ma nel momento in cui il suono cambia son guai!

E non hai il cellulare per sentire o videochiamate i tuoi amici o per ascoltare la musica che più preferisci…lì dentro non hai nulla! Non sei nulla! Ti scordi com’è il mondo fuori perché ormai vedi solo letti macchine medici infermieri e la morte.

Vi prego STATE A CASA perché sono esperienze che non si dimenticano, per chi come me ha avuto la grazia di uscirci.

Se state bene ringraziate Dio mentre dalla vostra finestra o dal vostro balcone guardate splendere il sole o lo spuntare della prima stella all’imbrunire.

Casa è bella…casa è casa…e niente protegge in questo momento come casa…certo ci si stanca ci si annoia ma vi assicuro che lì dentro è molto molto peggio. È dura ma con Gesù e con Maria andrà tutto benissimo.”

Un abbraccio seppur virtuale.

Rosa Negro