LA DEDICA DI UN PAPÀ DI NARDÒ ALLA FIGLIA LONTANA

 LA DEDICA DI UN PAPÀ DI NARDÒ ALLA FIGLIA LONTANA
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Dove sei, con chi stai, cosa fai, figlia mia…? 3’000 km di lacrime ci separano; mi manca il respiro…anche quest’altra lunga notte passerà amore mio.

PER TE….

“Ella è davvero bella! Povero specchio, deve essere un tormento, fortuna che non sei geloso, Il suo viso è d’un ovale perfetto, ed ella tiene il capo leggermente reclinato così che, limpida e superba, la sua fronte pare innalzarsi senza che il pensiero la solchi d’una minima ruga. I suoi neri capelli si raccolgono, sottili e morbidi, sulla fronte. Il suo volto è come un frutto, ogni tratto dolcemente pronunciato; la sua pelle, lo sento con gli occhi, è diafana, come velluto toccarla. I suoi occhi: oh! Ancora non li ho veduti, ché sono nascosti dalla frangia di seta si quelle ciglia adunche come uncini pericolosi per chi vuole penetrare il suo sguardo. La sua testa è una testa di Madonna, purezza e innocenza l’improntano. Ella si china come una Madonna, ma non si perde nella contemplazione dell’unico, il che dona una variazione all’espressione del suo volto. Ciò che ella contempla è il Molteplice, il Molteplice sul quale il lustro e lo splendore terreni gettano un loro riflesso. Si leva un guanto per mostrare allo specchio e a me una mano destra bianca e perfetta come marmo antico, senza alcun ornamento e neppure il liscio anello d’oro al terzo dito – brava! Ella solleva gli occhi: come tutto in lei si trasfigura, pur rimanendo invariato! La fronte è un po’ meno alta, il volto un po’ meno regolarmente ovale ma più vivo.”

PAPÀ’ INNAMORATO

Marco Russo

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Grande o piccolo, ogni contributo è prezioso.

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