Nardò, come ovunque, la gente sta evitando i negozi ed i ristoranti cinesi. Fino ad ora sembrava fosse vitale, necessario, indispensabile fare un giro, almeno settimanale, in uno di questi esercizi. Ora si evitano come la peste. Come se solo lì si rischiasse di prendere un qualunque virus. Come se mercati, luoghi di ritrovo, uffici siano zone nelle quali una persona non sternutisce.

Inutile nascondersi dietro un dito. Questa storia dell’influenza che si sta diffondendo soprattutto in Cina avrà, e sta già avendo, enormi ripercussioni sull’economia. Quindi si rischiano posti di lavoro, anche di lavoratori italiani, ma anche il gettito rinveniente dalla tassazione sarà ridimensionato.

Parliamo di milioni e milioni di euro. Anche a Nardò, dove le attività commerciali collegate a imprenditori stranieri, sono tante si respira preoccupazione. La gente non va più come prima ad acquistare. In più circolano bufale come questa ad aggravare la situazione:

INIZIO BUFALA – Consiglio medico sanitario…… Si informano i vari amici, parenti, colleghi e conoscenti, che in questo momento così drammatico e problematico a causa del diffondersi del coronavirus in Cina ( nella città di Wuhan, grande e popolosa città della Cina e importante scalo merci e passaggio di affari commerciali internazionali), sarebbe consigliabile non andare nei negozi cinesi per un breve medio periodo, finché questo virus non sarà circoscritto e sconfinato; il perché è giustificabile in quanto molte persone e commercianti cinesi che lavorano in Italia, hanno contatti continui con la catena di distribuzione nei loro ingrossi, dove tanti imprenditori cinesi vengono o sono passati per Wuhan per ovvi motivi di business nell’ultimo periodo. Speranzosi di non essere discriminatori, ma bensì d’ausilio alla popolazione, lanciamo questo appello solo a scopo protettivo della salute nazionale, non per fini commerciali. – FINE BUFALA

Come possiamo fare noi, nel nostro piccolissimo, a fare informazione utile ad evitare preoccupazioni immotivate?

Noi riportiamo il parere di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano che dice: lavarsi le mani più volte al giorno, con acqua e sapone, insaponando e risciacquando le mani per almeno due minuti per volta.
Può sembrare banale ma questa pratica riduce drasticamente la possibilità di essere contagiati.
La seconda precauzione consiste nel vaccinarsi contro l’influenza perché, nel caso in cui una persona sia colpita dal virus cinese, in fatto di essere vaccinata le dà un vantaggio: evita che le due infezioni possano “sommarsi”, aumentando il rischio di polmonite.
Ultima risposta del dottore, fondamentale in questa nostra disamina: è pericoloso andare nei ristoranti e negozi cinesi?
Assolutamente no. Il virus non si trasmette attraverso il cibo e gli oggetti.