70 VOLTE MEGLIO: LA LETTERA DI UNA FIGLIA AL SUO PAPÀ, TRA AMORE, RICORDI E ORGOGLIO
Dicono che l’amore per un figlio non si possa spiegare e da madre penso che sia vero… ma mentre sono qui con un foglio bianco davanti penso che anche l’amore per un padre sia difficile da raccontare.
Quando sono nata avevi 25 anni, eri un ragazzone con i baffi, i capelli ricci, con un animo gentile e un basso in mano, che la vita aveva già messo a dura prova. Quando eri piccolo qualcuno lassù aveva deciso che la tua vita sarebbe stata in salita, ma questo invece di renderti fragile ti ha dato una forza che diversamente non avresti avuto.
E allora ti sei costruito il tuo mondo intorno a tutto quello che amavi: la musica, la famiglia, i tuoi amici sono stati la forza e lo scudo su cui ti sei sorretto e che ti hanno reso un uomo e poi un padre. Il mio.
Ricordo i primi anni della mia vita benissimo. Tu eri il mio supereroe col motorino (rigorosamente senza casco). Andavi ovunque e mi portavi ovunque, io ero la tua “bocca di rosa”.
I sabati a fare la spesa insieme, le coccole a letto, la domenica che rappresentava la tappa fissa all’edicola da “Antonella”, l’estate che mi portavi al mare e tu che non potevi fare il bagno mi guardavi per ore dal muretto della lampara mentre io facevo il bagno con i tuoi amici di sempre. Mi viziavi, ero la tua bambina. E così è stato per tanti anni, anche dopo la nascita di Giulio non mi sono mai sentita trascurata, io e te continuavamo ad essere io e te.
Siamo cresciuti insieme e tu mi sei stato sempre accanto, sempre un passo indietro.
Poi, un giorno qualcosa si è rotto, l’uomo forte, senza paure, la mia roccia è crollata ed io per la prima volta ti ho guardato e ho visto la fragilità, e le lacrime, l’uomo che si nascondeva dietro al mio supereroe. E ti ho amato. Di più.
È stato un periodo difficile: l’incidente, la caduta, la paura di non farcela, la rinuncia alla tua indipendenza… eppure anche lì ti sei rialzato, hai ritrovato quel coraggio e quella forza necessaria per andare avanti e ricostruirti. Ancora.
Da allora sono passati tanti anni. Abbiamo ritrovato un equilibrio insieme. Di nuovo. Il nostro rapporto è cambiato in questi anni, si è evoluto, ma il mio “debole” per te è rimasto intatto.
Poi 5 anni fa nella mia vita è iniziato un nuovo capitolo. La politica era “roba” tua, ed io con imbarazzo e timore sono entrata in questo mondo e tu sin dall’inizio mi hai sempre detto: “devi farti conoscere per quella che sei”. I primi anni chiunque incontrassi era sempre un: “sei la figlia di Gino? Che brava persona.”
Ed io orgogliosa rispondevo: Sì, sono tua figlia.
Ed è proprio questo il punto.
Tu sei una brava persona, quella persona che non batte i pugni, quella persona che non grida per farsi ascoltare, tu sei quella persona che sta al suo posto che aspetta e rispetta e allora ti dico che aldilà di tutto, nella vita, non mi interessa sapere se la gente mi riconoscerà sempre per “la figlia di Gino” quello che mi interessa è sapere che tu sei una brava persona, non solo per me ma per tutti, ed io sono orgogliosa di essere tua figlia.
Con amore, Alessandra
Auguri al nonno e al padre migliore del mondo!
70 VOLTE MEGLIO!