MODERNITÀ
La mancanza di limiti e la ricerca di un’uguaglianza di facciata stanno creando più confusione che rispetto. Una riflessione sul modus operandi moderno di Federica Marzano.
Oggi si evita di punire un ragazzo che fa del male al prossimo, privandolo della possibilità di comprendere le reali conseguenze delle proprie azioni. Crescerà pensando di poter fare ciò che vuole? A quanto pare, secondo la logica odierna, sì.
Si combattono battaglie per un’uguaglianza forzata, ottenuta perfino a costo di denigrare l’altro: la donna può esprimersi, mentre l’uomo deve tacere per non essere accusato di misoginia. Dov’è finita la divulgazione sulle reciproche necessità e su quelle diversità ormonali e biologiche che rendono i due sessi complementari?
Regna confusione in una società che, fino a ieri, offriva regole e riferimenti precisi. Oggi quei confini sono sfumati e la linea tra ciò che è giusto e ciò che dovrebbe esserlo è diventata sottile: viviamo in una giungla in cui i bisogni reali non vengono ascoltati, ma idealizzati.
In questo panorama, a pagare il prezzo sono le persone più sensibili, immerse in un mare magnum di opinioni non necessarie.
Anelare a una terapia d’urto collettiva basata sul rispetto? Forse, per questa modernità, non sarebbe sufficiente.