LECCE – TROPPE PERSONE IN STRADA: IL SINDACO LANCIA L’ULTIMATUM PRIMA DI EMANARE NUOVE ORDINANZE

 LECCE – TROPPE PERSONE IN STRADA: IL SINDACO LANCIA L’ULTIMATUM PRIMA DI EMANARE NUOVE ORDINANZE

“Assembramenti negli spazi pubblici, davanti agli esercizi di somministrazione, sulle vie del passeggio.

Quello appena trascorso è stato un fine settimana nel quale ha prevalso in tanti l’esigenza di socialità sulla necessaria e doverosa prudenza, che ci impone di limitare gli incontri, le uscite non necessarie, le passeggiate in centro. A tutela della nostra salute, di quella dei nostri parenti – in particolare i più anziani –, delle persone che con noi vivono o lavorano.

Con la Protezione Civile abbiamo gestito i flussi pedonali attraverso i sensi unici su via Trinchese e Corso Vittorio Emanuele. Ma non abbiamo potuto evitare – nonostante l’impegno delle Forze dell’Ordine – che in più punti del centro si formassero pericolosi assembramenti.

Non va bene.

La comprensione dell’urgenza di voler uscire da questa situazione – che ci indebolisce psicologicamente, economicamente, socialmente – deve accompagnarsi alla consapevolezza che serve continuare a proteggerci.

Il Coronavirus, la cui circolazione è rafforzata notevolmente dalle varianti, continua a mettere in difficoltà i nostri sistemi sanitari, a mietere vittime, a provocare danni gravi alla salute delle persone più fragili che ne vengono contagiate. La prospettiva di uscire dall’incubo con la vaccinazione di massima è concreta, ma ancora non è realtà: fino ad allora occorre tenere alta la guardia.

Perciò se nelle prossime 48 ore non interverranno da parte del Governo o della Regione nuove misure restrittive (già annunciate), che riportino il nostro territorio in zona arancione limitando almeno l’afflusso dagli altri comuni verso il capoluogo, mi vedrò costretto a disporre apposite ordinanze a tutela della salute pubblica per limitare le possibilità di assembramento nella nostra città.

È una decisione non facile, che, finora, confortato dai dati relativi ai contagi nella nostra provincia comparati con altri territori, ho ritenuto di non assumere per non ulteriormente penalizzare l’economia cittadina. Ma di fronte alla impressionante capacità diffusiva delle varianti, diventa inevitabile.”

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