ANALISI POLITICA – I SONDAGGI DI MELLONE. GLI ALTRI. L’EX VICESINDACO CARLO FALANGONE RICEVE UNA PROPOSTA DI CANDIDATURA

 ANALISI POLITICA – I SONDAGGI DI MELLONE. GLI ALTRI. L’EX VICESINDACO CARLO FALANGONE RICEVE UNA PROPOSTA DI CANDIDATURA
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I numeri lasciano a bocca aperta. Sulla carta ci sono diversi candidati pronti a contrapporsi a Mellone. Ma è tutto oro quello che luccica?

Che cosa sta succedendo? Perché ci sono tanti possibili aspiranti candidati a sindaco?
Senza nominare necessariamente quei nomi ai quali non ha creduto nemmeno chi ne ha scritto (magari solo per fare un favore a qualcuno) o quelli plesemente inventati – e le fake news si sono sprecate – diciamo che i nomi in campo sono questi, con relative proiezioni di liste in fase di allestimento.
Pippi Mellone che sta lavorando per la composizione di nove liste. Riteniamo che sia a metà del lavoro con particolare avanzamento di alcune. I manifesti murali non mentono. La sua coalizione presenta di tutto: da post fascisti a socialisti autonomisti. Con pezzi notevoli della Lega e tanti candidati individuati dallo staff di Michele Emiliano e anche da Delli Noci.  
Enzo Petraroli che è all’opera su quattro liste orientate verso il centrosinistra. Ad oggi sarebbe a buon punto con almeno due liste. Paradossalmente sarebbero quella del Pd e di Italia Viva in maggiore ritardo. Suo onere allestire la “lista del sindaco” ma non è impresa facile. L’ambizione del candidato sarebbe di “sfondare” a destra. Potrebbe dialogare con Losavio.
Mino Frasca ha sempre detto di essere attrattivo per il centrodestra. Ad oggi gli viene accreditato un buon lavoro su una lista personale. Dovrebbe riuscire a completarne una seconda. Non è dato sapere a che punto della lista è Forza Italia. Deve compensare emorragie a causa delom sciogliete le righe dei Fratelli d’Italia. I “fittiani”, infatti, sembrano dispersi in mille rivoli, svaniti, evaporati. La spiegazione è semplice: a livello nazionale sono al 15 per cento e non vogliono che si sappia che a Nardò rischiano di uscire con un risultato molto misero.
Pierpaolo Losavio guarda anch’egli al centrodestra. Alcuni professionisti, soprattutto avvocati, lavorano su una lista e lo hanno manifestato pubblicamente, lui su quella personale, coadiuvato da Flavio Maglio. Se incontrasse difficoltà nel costruire la propria coalizione potrebbe dialogare con Petraroli. Anche Losavio insegue pezzi del centrodestra, compresi alcuni promettenti giovani che si sono già ben distinti nel 2016 con Mellone.
Giuseppe Cozza ha presentato tre simboli civici e dimostra molta vivacità sui social. Ma non è dato sapere che numeri “reali”, cioè quante candidature, abbia. Anche lui potrebbe approffittare di cedimenti altrui per avvantaggiarsene e consolidare la propria coalizione. Appare come il più “centrista” di tutti ma non avrebbe disdegnato strette di mano nè con la destra e nemmeno con la sinistra. Se arriveranno potrebbe “chiudere” gli accordi.

In questo scenario pazzesco arriva una proposta di candidatura offerta a Carlo Falangone che è stato il valido alter ego di Marcello Risi sindaco durante il mandato di quest’ultimo, dal 2011 al 2016. Politico abile e validissimo, capace di prendere oltre 600 preferenze, si è progressivamente eclissato dopo la vittoria di Mellone nel 2016. Ad individuarlo sarebbe stata la componente di Nardò Progressista, un movimento di sinistra che intenderebbe colmare un “vuoto” visto che la candidatura d’area di Petraroli è stata considerata troppo moderata.
Che cosa significa, inoltre, che stiano arrivando ancora nuove e potenziali candidature?

Falangone non ha sciolto le riserve ma ha ascoltato le motivazioni di chi gli ha prospettato una avvicente battaglia elettorale. Significa anche che qualcuno, vedendo che la candidatura di Petraroli “regge” (molti credevano che il manager si sarebbe ritirato alle prime avversità, senza combattere per affermarsi) sta tentando la “spallata”. Presentando il candidato che “sarebbe dovuto uscire” una volta caduta la carta Petraroli. Falangone, appunto.

Ma perchè questa potenziale ed estrema frammentazione? Persino Giovanni Siciliano, leader storico di Città Nuova, ipotizza una candidatura identitaria del centrosinistra, con protagonista il figlio Lorenzo. Anche Marco Marinaci, fratello del vicepresidente vicario del Consiglio comunale Giancarlo, ha manifestato a più riprese ed in prima persona l’interesse a candidarsi per il bene della città.

Ci sono diverse spiegazioni: Petraroli e Frasca, che non mollano nonostante molti abbiano pensato ai due come a fuochi di paglia, autorizzano altri a mettersi in gioco per poi approfittare di defezioni o per presentarsi ai tavoli degli accordi.

La frammentazione, se ben gestita, potrebbe risucchiare Pippi Mellone sotto quota 50% (L’ultimo sondaggio lo dà, senza concorrenti ancora “concreti” ed attivi, solo al 59%. Un precedente rilevamento, più datato, lo vedeva al 67%) e quindi al ballottaggio. Durante il quale tutto può succedere.

Un’ultima suggestione: c’è chi pensa che contro Mellone si perderà. Allora, per i “pesci piccoli”, l’occasione di candidarsi a sindaco può significare staccare un biglietto da consigliere comunale oltre che rappresentare una “vetrina” mediatica straordinaria.

Insomma, le elezioni della prossima primavera (o autunno! Non si sa ancora se si voterà a maggio o ad ottobre) si annunciano molto avvincenti. Soprattutto se le elezioni saranno rimandate: avendo più tempo gli uomini attualmente in campo non si ritireranno e tenteranno di allestire liste migliori.
A quel punto l’ipotesi ballottaggio potrebbe davvero essere dietro l’angolo.

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