Il segretario del Partito Democratico di Nardò Salvatore Falconieri: «Si è tentato di ostacolare il provvedimento, ma forse siamo alla svolta. Gli elettori alle prossime regionali potranno votare un uomo e una donna»

I pugliesi sanno bene com’è finita – ammesso che sia finita – la battaglia per avere anche nella nostra regione la doppia preferenza di genere alle prossime elezioni regionali. Venerdì 31 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto affinché alle elezioni regionali di settembre, anche in Puglia siano introdotti doppia preferenza di genere e inammissibilità delle liste che non rispettano la proporzione di genere 60/40.

Accanto però alla soddisfazione per aver finalmente sbrogliato la matassa uscendo dal caos nel quale la Regione Puglia si era pericolosamente cacciata, il Partito Democratico di Nardò non può voltarsi dall’altra parte e far finta di non vedere lo spettacolo deludente che il Consiglio Regionale, salvo qualche eccezione, ha offerto ai pugliesi e agli italiani nei giorni scorsi non approvando tale provvedimento, tra veti incrociati ed emendamenti-fiume presentati al solo scopo di “sabotare” la legge elettorale. Alla fine è stato necessario il deciso intervento romano del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il relativo commissariamento per stabilire un principio sacrosanto sancito anche, e forse soprattutto, dalla Costituzione italiana. Al di là delle responsabilità politiche rimane il sollievo perché, in un modo o nell’altro, tra poco più di un mese gli elettori pugliesi andranno al voto potendo esprimere sulla scheda, all’interno della stessa lista, due preferenze di genere diverso. Ma che fatica, a volte, conquistare le cose di buonsenso.

Salvatore Falconieri

Segretario Cittadino Partito Democratico – Nardò