Sono nauseanti i tentativi dell’opposizione di far passare quella di ieri come un’azione operata da un governo cittadino ai limiti della dittatura coreana. Mi piacerebbe sapere allora qual è il modello di riferimento nella geografia politica mondiale di una opposizione che se ne frega della legge.

Per buona pace del confusionario e pasticcione presidente della commissione Controllo e Garanzia, ricordo che esiste una sua comunicazione nella quale dichiara di aver convocato la seduta della commissione per l’11 maggio in modalità ordinaria. A seguito della diffida del sindaco e del presidente del Consiglio, ne produce un’altra, convocando la commissione per il 13 in modalità da remoto. Ne esiste anche una terza in cui la commissione viene spostata al 14 maggio in modalità ordinaria. Infine, a dimostrazione di una straordinaria chiarezza di idee e di una altrettanto coerente consapevolezza delle proprie ragioni, ne esiste anche una quarta in cui la commissione torna magicamente al 13 in modalità ordinaria. Il tutto nell’arco di appena 48 ore.

Questa la non facile sintesi dei fatti. C’è un po’ di tutto: questo personaggio è arrogante, pensa di utilizzare le istituzioni come se fossero circoli ricreativi, ha difficoltà a comprendere il tenore delle norme di legge e tanto altro.

Purtroppo i componenti della commissione, alla fine, si sono fatti convincere (solo quattro in realtà) e hanno ripiegato su una soluzione arbitraria, molto più suggestiva, ma sicuramente più rischiosa. Non avevano previsto il doveroso intervento delle forze dell’ordine. Proprio di quest’ultimo aspetto siamo in attesa di conoscere le eventuali ricadute sui presenti, poiché si prefigurerebbe quantomeno l’infrazione conseguente all’assembramento non autorizzato. Ricordiamo tra l’altro che la seduta non avrebbe comunque raggiunto il numero legale per insediarsi.

Pur riconoscendo quindi l’importanza dell’organo rappresentato dalla Commissione VII, appare ormai evidente che la stessa non assolva da tempo alla sua funzione ma ha ormai solo lo scopo di creare imbarazzo per l’ente attraverso azioni teatrali, tanto da indurre quasi a rimpiangere la presidenza più elegante di Carlo Falangone.

Adesso però, a conclusione di questo desolante spettacolo, questi signori dovrebbero comprendere che gli unici ad essere davvero in imbarazzo sono i cittadini che li hanno votati.

 

Gianluca Fedele
Consiglio comunale di Nardò
Capogruppo Andare Oltre