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PRIMARIE PD: LO STRANO CASO DEL SECONDO SEGGIO AD USO E CONSUMO DI MELLONE

Il segretario cittadino, Salvatore Falconieri, allontana dal seggio un consiglire della maggioranza di Mellone che era andato a votare.

Un vero e proprio siparietto con quello che va a chiamare il suo protettore a Bari, per lamentarsi dell’accaduto. Ma lo sforzo di Falconieri sembra simile a chi tenta di svuotare il mare col cucchiaio: i parenti di melloniani arrivano a frotte. Evidentemente Mellone si gioca tanto in questa competizione che gli interessa solo come “amico” di Emiliano. E’ una prova su strada per valutare quanto vale il suo gruppo, ubbidiente al punto di intromettersi nelle primarie del centrosinistra, in prospettiva di far candidare la sua delegata, Giulia Puglia, in una lista della coalizione di Emiliano. Che ai neritini di centrosinistra piaccia o no, Emiliano ha deciso di accogliere nel centrosinistra l’uomo che va a braccetto con Casapound. Situazione, per altro, non inedita: già alle ultime elezioni provinciali Mellone si è schierato coi progressisti di Minerva. Ma la curiosità del secondo seggio “dedicato” è tutta da leggere.

E’ pronto a riproporsi, a Nardò, lo “scontro” tra melloniani ed esponenti tradizionali del centrosinistra. Nel 2017, durante le primarie per individuare il segretario nazionale (erano in lizza Michele Emiliano, Matteo Renzi e Andrea Orlando) il responsabile della mozione Orlando, l’ex sindaco Marcello Risi, chiese di annullare le operazioni di voto dopo l’abbandono di tutti gli scrutatori che avevano individuato, e fotografato, decine di esponenti dell’Amministrazione comunale di estrema destra che andavano a votare. All’esterno del chiostro moltissime persone mandate da Pippi Mellone attendevano di votare. Una riunione in uno studio professionale, alla presenza di Teresa Bellanova, sancì la fine anticipata della giornata di voto su decisione del presidente di seggio, Diego Marchese. E Nardò diventò un caso nazionale.

Oggi si ricomincia: Mellone, nei giorni scorsi, ha tempestato di messaggi whatsapp i suoi contatti, invitandoli a votare Emiliano. E anche nel gruppo dirigente del Pd c’è molta perplessità su come affrontare una ennesima prova di forza con i melloniani ben intenzionati a fare “invasione di campo”. Andranno al voto, anche solo per un altro candidato rispetto ad Emiliano, o diserteranno? L’ex sindaco Marcello Risi, ad esempio, non si recherà proprio a votare.

Ultima curiosità: il presidente del seggio, il dirigente nazionale del Pd Gianni Pellegrino, avrebbe sventato nei giorni scorsi un curioso tentativo, recandosi persino a Bari. C’era stata la proposta, infatti, di aprire un secondo seggio proprio a Nardò ma Pellegrino riferisce di essersi opposto. Tra le ipotesi? Il seggio sarebbe stato affidato ad un gruppo vicino a Mino Natalizio e Paolo Maccagnano, i due esponenti melloniani più vicini ad Emiliano.

Si sarebbe avuto un seggio del Pd, insomma, ed uno melloniano. Per evitare contestazioni. Intanto le cose non sono andate così e oggi bisognerà vedere che cosa farà Pellegrino in caso di evidente afflusso nel chiostro dei carmelitani di personaggi di destra al seggio del Pd. A meno che non si voglia ormai considerare Pippi Mellone, ed i suoi, come parte integrante del partito.

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