“Dura lex, sed lex”, ovvero la legge è dura ma è legge. Nella formula di questo antico adagio può riassumersi il rinvio a giudizio per una 80enne di Nardò. La donna, difesa dall’avvocato Ezio Maria Tarantino, è accusata di falsa testimonianza in un procedimento penale che interessa altre persone.

“Dura lex, sed lex”, ovvero la legge è dura ma è legge. Nella formula di questo antico adagio può riassumersi il rinvio a giudizio per una 80enne di Nardò. La donna, difesa dall’avvocato Ezio Maria Tarantino, è accusata di falsa testimonianza in un procedimento penale che interessa altre persone.

Si tratta di una vicenda complessa, per certi versi drammatica e quasi del tutto paradossale. L’anziana, nei mesi scorsi, è stata chiamata a testimoniare in un procedimento penale a carico del genero, quest’ultimo accusato di reati commessi nell’ambito familiare.

La donna, dopo alcune deposizioni, avrebbe modificato la versione iniziale dei fatti rispetto alle sue stesse dichiarazioni. Un tentativo forse dettato dalla volontà di ridurre il peso di una eventuale condanna ai danni del padre dei suoi nipoti. Alla base di questa decisione ci sarebbe proprio la volontà di garantire una sorta di tutela ai minori, colpiti di riflesso da questa storia. Un tentativo che le ha procurato il rinvio a giudizio per falsa testimonianza da parte del Giudice per le indagini preliminari.

Il ridimensionamento della donna, secondo il suo difensore, l’avvocato Ezio Maria Tarantino, non avrebbe influito sulla decisione finale a carico del genero. E invece adesso anche l’80enne dovrà attendere l’esito del procedimento penale che la vede imputata per un risvolto della legge che appare particolarmente severo.