Non è la prima volta che accade, non sarà di certo l’ultima. Il sindaco Pippi Mellone attacca platealmente i giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno e del sito di informazione Porta di Mare, in un post pubblico su Facebook, un “hate speech” delirante, farraginoso, colmo dei sentimenti di rancore, sprezzo nei confronti dell’opposizione cittadina.

Si fa fatica a leggerlo per intero, e ciò che rimane, alla fine, è l’attacco ai giornalisti, la cui professionalità viene ancora una volta screditata pubblicamente e a cui va tutta la nostra solidarietà.

Nardò Bene Comune non vuole abituarsi al vilipendio del diritto di cronaca, un diritto garantito dalla Costituzione e di cui il sindaco di Nardò, al suo secondo anno di mandato ormai, non si è ancora rassegnato.

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Il post pubblicato dal Sindaco Giuseppe Mellone sul social Facebook

Da quasi due anni abbiamo a che fare con una opposizione abietta, che mescola insulti, bugie, pettegolezzi e truci speculazioni e che ha rinunciato a confrontarsi sui temi e sulle idee.

Della serie, non ho una visione di città e la butto in caciara. Per carità, il tappo che è saltato a giugno 2016 ha messo in ginocchio il coacervo di interessi e di comode posizioni di una parte massiccia della vecchia classe politica e di sfere contigue ad essa. Parassiti a cui improvvisamente è mancato il terreno sotto i piedi. Era prevedibile il ricorso ad armi “non convenzionali” per tentare di offuscare una rivoluzione che ogni neretino tocca con mano ogni giorno.

Non lo dico perché sono spaventato o arrabbiato. Al massimo mi fanno il solletico e a me il solletico fa ridere a crepapelle. Il canovaccio e gli attori sono quasi sempre gli stessi. La Gazzetta del Mezzogiorno – la Quinta Colonna – lancia le “bombe” (che sono come le cipolline della notte di San Silvestro), che rimbalzano su PortadiMare e vengono rilanciate dall’opposizione consiliare. A parte che al massimo il circuito dovrebbe essere al contrario, la cosa svela due verità: la prima è che questo ex grande giornale fa ormai un altro mestiere, la seconda è che i consiglieri di opposizione hanno la consistenza dello zucchero a velo e sono telecomandati. Sovente poi quelli di Liberanotizia, un sito anonimo, pompano il messaggio, completando la consueta tragicomica messa in scena. Un’accolita di ignoti sovversivi, questi ultimi, che “tremare il mondo fa…”!

Sentite l’ultima. È diventato oggetto di strumentalizzazione politica persino lo spazio bar della sede comunale di via Falcone e Borsellino, destinatario di un verbale della nostra Polizia Locale per alcune presunte irregolarità. Ricordo che esiste già una sentenza del Tar che riconosce le ragioni dei gestori del bar, quindi il caso non esiste. Peccato però che il locale bar è lì da molto tempo, sin da quando quella era la sede degli uffici del tribunale e anche dopo, quando c’era LVI (il trombato Risi tanto caro ai giornaletti osè di casa nostra), e nel frattempo non abbia subito alcuna modifica di destinazione d’uso. Ma Piccione, Falangone (addirittura l’ex vice-sindaco) e Marinaci, da assessori, si sa, erano meno brillanti… così come qualche solerte nostro agente che sino a ieri non si era mai accorto di nulla, vabbè può capitare. Insomma, l’ennesima sciocchezza elevata a questione di Stato, mentre noi in tempi record risolviamo problemi vecchi di trent’anni, spazziamo le macerie, ripuliamo l’immagine di una Nardò mortificata negli anni, incameriamo risorse su ogni fronte, disegnamo la città del futuro.

Questi attaccano con gli stuzzicadenti, è meraviglioso ricacciarli con qualche sonora pernacchia. Per cui rimanete sintonizzati su queste frequenze, ho deciso di svelarvi puntualmente le “terribili” trame di questa teppa di ex mantenuti, azzeccagarbugli falliti e imbrattacarte da quattro soldi.