Ve lo raccontiamo innanzitutto perché questo è un importante progetto di ricerca per sviluppare strategie terapeutiche contro l’Atassia Spinocerebellare di tipo 2, una malattia genetica neurodegenerativa che si manifesta intorno ai 30 anni e causa disturbi del linguaggio, difficoltà di deambulazione, problemi cardiaci e morte entro i 20 anni dall’insorgenza (se volete potete contribuire attraverso il link http://bit.ly/3114UAc).

Poi anche perché nel team di ricerca c’è una giovane neretina, Mariangela Pappadà, trentenne che si è laureata nel 2014 all’Università di Ferrara con una tesi sperimentale sulla talassemia e ha poi lavorato a Milano in una farmacia, prima di riprendere in mano il primo amore della ricerca e di tornare a Ferrara, impegnandosi in questo progetto cruciale.

Ci piace pensare che la bravura e le capacità di Mariangela siano una speranza per le persone sfortunate che hanno a che fare con il terribile gene mutato che porta all’Atassia Spinocerebellare di tipo 2.