QUARANTA PROGETTI DI UTILITÀ COLLETTIVA ATTIVI IN PAESE PER PERCETTORI DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI REDDITO DI DIGNITÀ

 QUARANTA PROGETTI DI UTILITÀ COLLETTIVA ATTIVI IN PAESE PER PERCETTORI DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI REDDITO DI DIGNITÀ

Quaranta persone, uomini e donne, percettori di reddito di cittadinanza o di dignità, attivamente impiegate sul territorio comunale per diverse mansioni. È così che i redditi diventano veri e propri stipendi, un’occasione per tornare alla socialità, esprimere al meglio le professionalità delle persone interessate e farle affacciare al mondo del lavoro.

Il Comune di Porto Cesareo – settore Servizi Sociali è al lavoro già da prima dell’estate, con ben 8 Progetti di Utilità Sociale, 5 comunali, 2 presentati dal Coordinamento delle Associazioni Ambientalista di Porto Cesareo e uno dalla parrocchia di Torre Lapillo, che hanno consentito di impiegare quaranta unità su territorio comunale, età media 35 anni, in mansioni delle più disparate, assegnate in base al curriculum di ognuno previa valutazione e colloquio per garantire che ogni lavoratore potesse dare il meglio e al meglio esprimere la sue capacità ed esperienza.

Diplomati, tecnici, falegnami, operai edili e non solo, impiegati per la cura del verde pubblico, la manutenzione e pulizia degli edifici comunali e di pertinenza, front office e archivio, supporto alla ditta che cure le pulizie a Palazzo di Città, e ancora servizio di assistenza domiciliare per anziani e disabili, disbrigo pratiche, per fare solo alcuni esempi.

Figurano inoltre cinque  beneficiari di reddito di dignità impiegati nei progetti presentati come ambito: uno a scuola, due in parrocchia, due per la pulizia della spiaggetta comunale interna.

Il lavoro viene calibrato partendo da un minimo di 32 ore mensili, in base all’importo percepito da ognuno e durerà per tutta la durata di percezione del reddito, che è di massimo 18 mesi.


“I redditi di cittadinanza e dignità devono essere percepiti come un’occasione per ritornare alla vita, alla socialità, attraverso un interscambio reale tra beneficiari e comunità di appartenenza. Il lavoro, l’impegno, l’utilità rappresentano più della somma di denaro stessa, la molla per sentirsi cittadini attivi”, spiega la sindaca Silvia Tarantino.

“L’attività del settore Servizi Sociali del Comune – spiega l’assessora al ramo, Barbara Paladini – per questo progetto è stata costante, viva, già dalla scorsa primavera. Si è cercato di fare aderire al meglio le esigenze del territorio alle capacità professionali e alle attitudini dei beneficiari di reddito inseriti nel mondo del lavoro, grazie a questo impegno il risultato è stato ottimale”.