DA LEGGERE – COVID: LE CONSIDERAZIONI DI UN PICCOLO IMPRENDITORE DI NARDÒ

 DA LEGGERE – COVID: LE CONSIDERAZIONI DI UN PICCOLO IMPRENDITORE DI NARDÒ

Riportiamo, di seguito, le considerazioni che un piccolo imprenditore di Nardò ha voluto condividere con noi e che meritano, a nostro avviso, la massima attenzione da parte della politica cittadina.

“E le attività produttive?

In questa fase di concitazione politica cittadina e di disagi continui per privati e attività commerciali causati dal Covid e non solo, dov’è l’amministrazione comunale? Il decisionismo che nel 2020 essa aveva mostrato per alcuni settori della vita cittadina (chiusura delle scuole ancor prima dei provvedimenti del Governo centrale) è svanito. Perché?

Forse per non urtare, con provvedimenti restrittivi, la suscettibilità di chi fra pochi mesi si recherà alle urne per rinnovare (si spera in meglio) il Consiglio comunale neritino.

In questa fase critica (ma il discorso si può allargare anche agli anni più recenti) appaiono del tutto abbandonate a se stesse le attività commerciali, quelle preesistenti al Covid (che comunque, anche se in maniera insufficiente, hanno ricevuto aiuti) e in particolare, quelle che hanno avuto “l’ardire” di concretizzare un progetto di impresa ed avviare l’attività nel 2020 in piena pandemia (che invece in materia di contributi nulla o quasi hanno ricevuto dallo Stato).

Ecco, è in questo scenario che ci saremmo aspettati un intervento a livello comunale, come peraltro accaduto in altre città, che prevedesse aiuti e sgravi di tributi locali. E invece si è pensato bene e si continua a pensare “bene” di gettare fumo negli occhi dei cittadini, particolarmente di coloro che sono ben contenti di lasciarsi “affumicare” con continue costose opere pubbliche, alcune probabilmente di incerta utilità e dubbio gusto.

Per andare sul concreto, si poteva abolire, almeno per un anno, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico (l’“abbuono” di tre mesi è assolutamente insufficiente) – oltre a semplificare l’ottenimento dell’autorizzazione (procedura che definire machiavellica e cervellotica è dir poco) – e procedere ad una netta riduzione anche di quella sui rifiuti (la ristorazione soprattutto ha lavorato metà giornata, con posti limitati,  per 40 giorni su 90 solo nel 2021) e magari prevedere un bonus affitti a livello comunale almeno per le attività nate nel 2020 che, a singhiozzo, sono rimaste tagliate fuori anche da questo provvedimento del governo.

Forse gli amministratori locali di questa città dimenticano che anche la più piccola attività crea lavoro e gettito per le casse comunali e per l’Erario. Purché, appunto, si sia messi in grado di lavorare per poter superare le criticità. E d’altro canto, bisognerebbe che si dedicasse meno tempo e attenzione a selfie e manifesti e impegnarsi invece, anche seduti un po’ di tempo ad una scrivania di lavoro, per varare ed applicare qualche provvedimento veramente utile, che di certo non dà la visibilità di un toro all’ingresso della città, ma che concretamente darebbe dei benefici all’intera collettività e non solo a chi, anche in piccolo, fa impresa. Un tale impegno contribuirebbe a scongiurare chiusure di esercizi e perdita di posti di lavoro in una città come Nardò che atavicamente ne ha penuria e dove, quindi, anche un solo lavoratore, sia esso autonomo o dipendente, va tutelato ad ogni costo”.

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