PMA NARDÒ: PARLANO GLI AVVOCATI, DIFENSORI DI OLTRE 50 COPPIE

 PMA NARDÒ: PARLANO GLI AVVOCATI, DIFENSORI DI OLTRE 50 COPPIE

I sottoscritti, in qualità di difensori delle oltre 50 coppie già in cura presso il centro PMA di Nardò, nonché, in qualità di legali facenti parte dell’Osservatorio Giuridico della S.I.R.U (Società Italiana della Riproduzione Umana) a seguito delle dichiarazioni sulla stampa del Vicepresidente del Consiglio Regionale ed esponente dei Cinquestelle Cristian Casili , precisano quanto segue: l’intervento del Casili tende a non rappresentare la verità dei fatti nonché a non tutelare le centinaia di coppie ad oggi “sospese”.

Ricordiamo al Vicepresidente Casili, che il Dott. Rollo, Direttore Generale dell’Asl Lecce, nella propria audizione del 25/01/2021 in commissione sanità della Regione, ha specificato che le criticità evidenziate  al Pma di Nardò, già erano state superate nel mese di ottobre 2020.

Ebbene, ad oggi, nessun tipo di trasferimento dall’ Ex Ospedale di Nardò a Lecce, presso il “Vito Fazzi” è stato iniziato dalla Direzione Generale, infatti, non c’è traccia di alcuna comunicazione tra gli uffici preposti nè  gli spazi idonei e necessari per accoglire il Centro PMA in tutta la sua complessità.

Ad oggi nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce non esiste una blocco operatorio ad esclusivo uso per il Pma tanto che, da quanto ci risulta, anche il primario del reparto di Ostetricia, da cui dipende il Centro di Nardò, con una propria nota ha richiesto alla Direzione Generale che continui la sua attività a Nardò in attesa di rendere fruibili gli spazi idonei ed adeguati  presso il Vito Fazzi di Lecce.

Ricordiamo che trasferire un Centro Pma non è proprio come smontare una cucina componibile e comporta diversi mesi ed addirittura anni se non si utilizzano i mezzi idonei per trasferire tutti i macchinari, basti pensare alle banche dei gameti ed alla loro difficile gestione.

Il Vicepresidente Casilli tutte questi fatti le conosce perfettamente e sa benissimo che la data di giugno 2021 è del tutto utopistica ed irrealizzabile, per questo motivo non si capisce perché nelle more dell’auspicato trasferimento non si continui ad utilizzare il Pma di Nardò che ad oggi risulta perfettamente efficiente e tenuto conto che tali procedure rientrano in quelle previste per la chirurgia ambulatoriale come avviene nel Centro PMA che si trova nel PTA di III livello a Conversano.

Perché far spegnere la fiammella della speranza di tante coppie di diventare genitori?

Il Vicepresidente Casilli, invece di sostenere una linea al momento irrealizzabile anche per la pandemia da Covid in corso, non si adopera per dare una risposta concreta alle centinaia di coppie ad oggi in attesa  di poter riprendere il percorso della procreazione assistita e si faccia portavoce per la riapertura del Pma di Nardò nelle more del trasferimento a Lecce?

Infine, purtroppo, ricordiamo a tutti gli organi istituzionali, Regione, Asl e Comune, che nel perdurare di detta situazione di stallo tante coppie hanno dovuto rinunciare al loro diritto di diventare genitori.

Nardò, 18.03.2021    

Avv. Stefano Martina
Avv. Silvia Biancucci

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