Il sindaco Mellone, dopo le vibranti proteste di autorevoli esponenti politici nazionali, locali e di cittadini indignati perchè preoccupati per la salute pubblica, modifica la modalità di distribuzione delle mascherine donate al Comune da tre aziende neretine. Siamo contenti che, pur a tarda sera, Mellone sia giunto a rivedere la sua irresponsabile decisione. Sconcerta l’arroganza, anche in momenti drammatici, di Mellone che giustifica il suo ravvedimento scrivendo: “ho ricevuto diverse chiamate di amici che hanno manifestato difficoltà per il ritiro delle mascherine”. Mellone non ha la decenza di ammettere di aver sbagliato e di chiedere scusa ai neretini per l’errore compiuto. Non ha modificato la sua decisione per gli assembramenti che si sarebbero potuti creare e perché molte persone sarebbero uscite di casa. No. Per “lui” vengono prima gli “amici” della salute pubblica.

Il sindaco Mellone deve, ripetiamo deve, dire ai neretini: Chi risponderà al telefono, come verranno registrate e da chi le prenotazioni delle mascherine.

Il numero delle mascherine donate alle Forze dell’Ordine, Caritas e strutture sanitarie, da chi sono state consegnate e a chi.

Quante mascherine sono a disposizione dei neretini.

Non vogliamo fare polemiche sterili, soprattutto oggi, vorremmo che il tutto si svolgesse nella massima trasparenza. Leggiamo su alcune pagine fb persone che scrivono: “…per me pensaci tu”; “ i miei non possono venire, io non abito a Nardò, posso telefonare io per loro?” etc. Se non abbiamo fatto male i conti su un totale di settemila mascherine ne dovrebbero essere distribuite cinquemila. Le altre duemila?”

Mai come oggi è necessario la massima trasparenza. Lo si deve a chi opera in prima linea, ai lavoratori e titolari delle aziende che meritoriamente hanno donato le mascherine, a tutti i neretini.

Un consiglio al sindaco: “rifletti prima di pensare.”

Lucio Tarricone – Medico
Centro Studi “Salento Nuovo”