La recente batosta giudiziaria (non l’unica per la verità) di Pippi Mellone e l’Amministrazione, scaturisce direttamente dalle scelte sbagliate riguardanti il ruolo e le funzioni dei dirigenti comunali, adottate pressoché agli inizi della sua sindacatura.
Alle rotazioni assurde e ai veri e propri demansionamenti che, senza validi motivi furono pervicacemente imposti a tre dirigenti comunali, seguirono inevitabilmente problemi organizzativi per l’attività della struttura comunale, pesante sovraccarico di funzioni di lavoro addossati in capo ad un altro dirigente.
A ciò si aggiunga il richiamo in servizio, per pochi giorni la settimana, e con aggravio di costi, di un dirigente di altro comune.
Il tutto nonostante il palese dissenso dei tre dirigenti e le critiche esplicite mosse dalla minoranza consiliare. Mellone ha mantenuto ostinatamente quei provvedimenti illegittimi quanto ingiusti.
Ora il comune è condannato a pagare, coi soldi dei cittadini, le spese processuali e potrebbe essere chiamato a risarcire i dirigenti interessati.
Non è la prima volta che capotiche e scellerate scelte di Mellone provocano danni alla nostra comunità. Non vorrei che i cittadini maturassero il pensiero che questo gruppo di amministratori inadeguati non pagherà mai di tasca propria la propria faciloneria e le castronerie amministrative. Per questo urge dettagliata segnalazione alla Corte dei Conti.

Roberto My (Consigliere Art. 1)