Mellone deve smetterla di scaricare sulle spalle dei cittadini di Nardò gli effetti devastanti dei suoi disastrosi atti amministrativi.

La vertenza giudiziaria che ha contrapposto il Comune di Nardò a tre dei suoi dirigenti si è conclusa con l’ennesimo smacco per l’attuale sindaco e per la sua maggioranza. Questa vicenda fa seguito a quella riguardante l’estromissione improvvisata di un’impresa dal servizio di illuminazione votiva cimiteriale – anch’essa miseramente terminata con la coda fra le gambe per Mellone e con spese legali sostenute sulle spalle dei cittadini – e anche a quella della magnificata vendita (fasulla) del gerontocomio, per la quale è stato depositato un esposto alla Magistratura: un provvedimento raffazzonato di “vendita” posto in essere da questa amministrazione (e ora penosamente revocato), del quale rimangono soltanto gli echi delle pazzesche promesse melloniane.

Le scelte scriteriate dell’attuale sindaco e dei suoi sostenitori, contrastate dalle controparti e fortemente criticate dall’opposizione, finiscono col tradursi in pesanti costi economici per il Comune di Nardò e non debbono ricadere sulle spalle dei neritini.

I rappresentanti dell’attuale amministrazione si dimostrano cocciutamente sordi nei confronti delle critiche e delle proposte provenienti dai cittadini e dall’opposizione consiliare, perciò debbono essere chiamati a rispondere direttamente dei danni erariali che stanno provocando alla Città di Nardò.

Invitiamo, pertanto, la minoranza consiliare a sporgere su queste vicende un preciso esposto alla Corte dei Conti.

Alessandra Boccardo, Coordinatrice dell’Associazione “Nardò Progressista”