La vicenda è scabrosa perché riguarda un vero e proprio caso di bieco sciacallaggio mediatico: un ignoto utente iscritto a Facebook (e chissà a quale altro social) utilizza la fotografia di un giovane deceduto per i suoi scopi. Che, al momento, non sono noti a nessuno, men che meno ai parenti dello scomparso ed ai suoi amici. Che sono arrabbiatissimi.

Tanto da mettere una “taglia” di 500 euro sul ladro di foto, di affetti e di ricordi. Qualcuno presume, tra i tanti che stanno collaborando alla “caccia all’uomo”, che il pirata telematico sia di Nardò. Il prologo di questa vicenda va ricercato il nove marzo dello scorso anno. Quel giorno si verificò uno degli incidenti stradali più drammatici degli ultimi anni. Un 28enne, infatti, stava percorrendo la via Gallipoli, a Galatone, quando si scontrò con una vettura, forse un banale tamponamento con il retro di una Punto. Il centauro, si chiamava Gaetano Grimaldi, cadde in avanti con la sua Kawasaki Ninja 1000 e finì nella corsia opposta dove stava sopraggiungendo, in senso contrario di marcia, un’Audi che travolse il motociclista. Una morte assurda che colpì molto le due comunità di Galatone e Nardò.

I giorni successivi furono segnati dal ricordo e dalle lacrime di centinaia di amici. Qualche giorno fa un nuovo episodio fa ricordare a tutti quella tragedia. E aggiunge lacrime al ricordo, già di per sé straziante. Un iscritto a Facebook, per ora rimasto anonimo (ma qualcuno ipotizza sia di Nardò) ha creato un profilo e, con un vero atto di vilipendio, ha utilizzato i ricordi del giovane scomparso. Cioè la sua foto profilo e un nome che potrebbe essere fasullo: Claudio Renna. Non si conoscono i motivi del gesto. In genere si crea un profilo taroccato per adescare altre persone, per perpetrare truffe. Molto spesso si creano stuoli di profili falsi anche per creare consenso inesistente intorno alla figura di un politico. Ma per utilizzare l’immagine di un ragazzo morto c’è sicuramente anche l’ultima, inesorabile, variabile: la deficienza.

Ora sulle tracce del delinquente informatico c’è anche la Polizia postale alla quale hanno fatto ricorso gli amici. Anche se qualcuno tra i più legati al povero Gaetano, infuriato e ottenebrato dalla rabbia, ha già messo una taglia su chiunque possa dare informazioni utili a ritrovare il ladro di ricordi e di fotografie. La vicenda, infine, dimostra le falle del social: chiunque, e senza controllo preventivo, può aprire un profilo “abusivo” e con foto rubate.