I militari hanno svelato quanto accaduto il nove novembre quando l’anziano si presentò presso il pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi con una carota nel retto. Ai carabinieri l’anziano raccontò di essere stato vittima di un’aggressione a sfondo sessuale da “due neri” che, dopo averlo violentato, gli avevano infilato la carota nelle parti intime. Le indagini hanno, però, dimostrato l’esatto contrario.

Dopo l’accaduto i carabinieri avevano sequestrato il pantalone indossato dall’uomo, un paio di mutande e tamponi con tracce ematiche per risalire al dna di altre persone. Fondamentale è stata la visione delle registrazioni video che hanno ripreso l’ingresso dell’abitazione dell’uomo.

In quelle ore l’anziano era solo con la propria moglie. Di persone di colore nessuna traccia. Il tutto lascia pensare a un alibi con i propri familiari per qualche bravata compiuta.