venerdì, 23 Febbraio 2024

NOVANT’ANNI DI RECLUSIONE PER I SEI IMPUTATI COINVOLTI NELL’INCHIESTA SUL TENTATIVO DI ESTORSIONE AI DANNI DI UN COMMERCIANTE E SUL FERIMENTO DI GIOVANNI CALIGNANO

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Il pubblico ministero Stefania Mininni ha chiesto trent’anni di reclusione per “zio Angelo” alias Angelo Caci, 48 anni e originario di Gela; 24 anni per Francesco Russo, 65 anni; 12 per il figlio Giampiero Russo, 28 anni; 10 per Giuseppe Calignano, 28enne, tutti di Nardò, così come per Rocco Falsaperla, 45enne di Gallarate; 4 anni per Evilys Pimentel Roque, 45enne di origini cubane, ma residente a Villa Convento.
I legali Giuseppe Corleto, Luigi Corvaglia, Francesca Conte, Francesca Conte, David Dell’Atti, Stefano Pati e Alberto Paperi che hanno contestato la ricostruzione: secondo le indagini condotte dai carabinieri Calignano sarebbe stato gravemente ferito il 16 maggio del 2016 da Francesco Russo e Angelo Caci per aver assicurato la propria protezione ad un commerciante, titolare di un’attività nel centro di Nardò, taglieggiato.
Caci, Falsaperla, i Russo e Calignano avevano raggiunto il negozio rinnovando al titolare la richiesta estorsiva già avanzata due giorni prima. Da qui l’intervento di Calignano a protezione del commerciante, punita da una pistolettata all’addome. La donna cubana, invece, era accusata di favoreggiamento.

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