Facciamo fatica a definire il comportamento di chi, ieri sera, non ha partecipato alla cerimonia di consegna della donazione della fascia simbolo della presidenza del Consiglio a Pinuccio Caputo, presidente dal 1998 al 2001.

Una mancanza di rispetto nei confronti della persona e uno sgarbo all’istituzione e alla città. Non si era mai vista tanta scortesia istituzionale da parte di consiglieri comunali a Palazzo Personè. E la tragicomica spiegazione della scelta di restare fuori dall’aula consiliare è quasi peggio del comportamento stesso. Visto che sulla persona di Pinuccio Caputo è tristemente finita l’etichetta di “presidente ordinario”. Peccato, perché il conferimento di questa onorificenza è stata dettato dalla grande e riconosciuta capacità che Pinuccio Caputo ebbe di affermare in aula e fuori dall’aula i valori della trasparenza, dell’onesta intellettuale e dell’apertura al dialogo con gli avversari politici. Non a caso, qualche suo vecchio avversario negli anni in cui fu presidente dell’assise, era presente ieri in aula a salutare questo momento a lui dedicato e a testimoniare la sua capacità di farsi apprezzare per equilibrio e equidistanza. 

Abbiamo quasi perso le speranze non solo di un confronto serio e costruttivo con una minoranza irascibile e irriguardosa, ma anche di una certa normalità istituzionale nei rapporti, a cui evidentemente preferiscono sottrarsi. Questa è l’opposizione a cui purtroppo dobbiamo rassegnarci. Curioso che mentre loro si rendevano artefici di questo volgare dispetto a Pinuccio Caputo, lui in aula tesseva le lodi anche dei suoi grandi avversari del passato, i Tarricone, i Borgia, i Sasso. Una lezione di superiorità ed eleganza che sarà arrivata anche a quelli rannicchiati dietro l’uscio dell’aula consiliare. 

Gianluca Fedele

Marcello Greco

Consiglieri comunali Andare Oltre