SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA, IL COMUNE DI COPERTINO INTERVIENE SUI TAGLI REGIONALI
COPERTINO – Finanziati 69 posti esclusi dai contributi regionali. Prevista una spesa di oltre 260 mila euro fino alla fine dell’anno educativo 2026/27
La Regione Puglia, a partire da quest’anno, ha ridotto del 20% i posti destinati ai servizi per la prima infanzia, nella fascia d’età dai 3 ai 36 mesi, precedentemente coperti attraverso i buoni educativi regionali.
Di fronte a questa riduzione, l’Amministrazione Comunale di Copertino ha scelto di intervenire per evitare che il costo dei posti non più coperti dai contributi regionali ricada interamente sui bilanci delle famiglie.
Il sindaco Vincenzo De Giorgi, nella sua veste di Commissario ad acta, ha proposto di utilizzare le risorse provenienti dal Fondo speciale equità livello dei servizi per coprire i tagli regionali. L’Amministrazione ha inoltre previsto, come già avvenuto lo scorso anno, la possibilità di concedere la sovvenzione anche a chi non ha presentato domanda per i buoni regionali, ma intende comunque iscrivere i propri figli agli asili.
Attualmente le strutture presenti sul territorio comunale, sia pubbliche sia private, sono in grado di garantire 266 posti per i servizi alla prima infanzia, con una copertura indicata in oltre il 65% del fabbisogno. Un dato che viene rapportato all’obiettivo fissato dalla legge del 33% entro il 2027.
Dei 266 posti disponibili, 69 sono rimasti fuori dai contributi regionali. L’Amministrazione Comunale ha quindi deciso di finanziare anche questi posti, coinvolgendo nel confronto tutte le strutture private presenti sul territorio.
Per garantire la copertura dei 69 posti è stata prevista, fino alla conclusione dell’anno educativo 2026/27, una spesa complessiva di oltre 260.000 euro.
Per questi posti sarà applicato lo stesso schema previsto dai buoni educativi regionali, con l’obiettivo di non creare disparità tra gli utenti.
È stata inoltre modificata l’ultima fascia ISEE prevista dalle disposizioni regionali. La Regione Puglia individua infatti la fascia più alta nel range compreso tra 60.000,01 e 75.000 euro. Il Comune ha invece previsto una fascia a partire da 60.000 euro in su, includendo anche chi non presenta una dichiarazione ISEE.
«La scelta dell’Amministrazione grazie anche al lavoro del vicesindaco Romina Romano – ha dichiarato il sindaco Vincenzo De Giorgi – è stata fatta per dare concreto sostegno alla genitorialità e facilitare la conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro, incrementando il sistema educativo da zero a sei anni e, specialmente, la fascia d’età da 3 a 36 mesi, poiché non garantita dal sistema scolastico nazionale».
De Giorgi ha inoltre sottolineato il ruolo dell’asilo nido come servizio socio-educativo rivolto alla formazione e alla socializzazione dei bambini, nella prospettiva del loro benessere psicofisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali.
Un servizio che, secondo quanto evidenziato dal sindaco, rappresenta anche un supporto alle famiglie e rientra tra le misure finalizzate a favorire la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro.