Una buona abitudine da aggiungere alla lista di Settembre
A Settembre rifacciamo le liste.
Zaini, quaderni, orari delle attività, appuntamenti dal pediatra: ogni anno, in questi giorni, rimettiamo ordine in tutto prima che la vita torni a correre.
C’è però una voce che in questa lista non compare quasi mai, ed è proprio quella che riguarda il modo in cui vediamo il mondo tutti i giorni: il controllo della vista.
Non è che non lo consideriamo importante. È che non ha una data che lo reclami.
Non esiste un calendario scolastico che lo impone, né un promemoria che arriva puntuale come per un vaccino o un libretto sanitario.
E così, senza una scadenza a ricordarcelo, finisce per diventare un “prima o poi” — e un “prima o poi” rimandato abbastanza a lungo smette, quasi senza che ce ne accorgiamo, di essere un problema da risolvere.
Per i bambini questo passaggio inosservato è ancora più delicato.
Un bambino che non vede bene raramente lo dice, e non perché lo nasconda: semplicemente non ha un termine di
paragone per accorgersene. Per lui può essere normale stare più vicino alla lavagna, stancarsi mentre legge, perdere più facilmente la concentrazione durante i compiti. Sono segnali che possono avere molte cause e che, agli occhi di un genitore, si confondono facilmente con altro: pigrizia, distrazione, difficoltà di attenzione.
Non significano necessariamente che ci sia un problema visivo, ma possono essere un buon motivo per approfondire. È proprio con l’inizio della scuola, quando si chiede di più agli occhi di un bambino, che alcuni di questi segnali iniziano a farsi notare — se solo si sa dove guardare.
Negli adulti il meccanismo cambia poco. Sappiamo che la vista può cambiare con il tempo, ma senza un motivo preciso il controllo tende a scivolare in fondo alla lista delle cose da fare: fino a quando arriva un fastidio più insistente, ci accorgiamo di una difficoltà o una circostanza, come il rinnovo della patente, ce lo rende necessario. Eppure il senso di un controllo periodico è proprio questo: non aspettare necessariamente di vedere male per
chiedersi come stiamo vedendo.
Forse vale la pena, in questo mese in cui rimettiamo ordine in tutto, farsi una domanda semplice: quand’è stato il nostro ultimo controllo della vista, e quello dei nostri figli?
Settembre, con la sua abitudine a riorganizzare, può essere un buon momento per aggiungere anche questa voce alla lista. E ricordarsene, ogni anno.
Dott.ssa Jessica Ramundo, Optometrista — VisionOttica Ramundo – Nardò / Galatone 3468045490