DIETRO LE QUINTE DI UN SOGNO: RICONFERMATE SILVIA CAPOZZA E ALESSANDRA DELL’ANNA
La presentazione dello staff tecnico della Dream Volley Nardò è quasi al completo. Dopo aver blindato la panchina con coach Fabio Saccomanno e il suo vice Marco Malecore, e aver confermato la cabina di regia tattica affidata agli scoutman Luca Dell’Anna e Antonio Previdero, è il momento di accendere i riflettori su un altro pilastro fondamentale del “dietro le quinte” granata: la Società è lieta di annunciare le riconferme ufficiali della preparatrice atletica, Silvia Capozza, e della fisioterapista, Alessandra Dell’Anna.
Due figure che nella passata stagione hanno compiuto un vero e proprio “miracolo silenzioso”, garantendo l’integrità fisica e la tenuta atletica di un gruppo che ha affrontato un lunghissimo e logorante campionato di Serie B2, vissuto per la maggior parte del tempo da capolista e culminato con la storica promozione.
Ora l’asticella si alza e in B1i ritmi sono destinati a crescere sensibilmente. Il campionato impone, per natura, un’intensità decisamente superiore. Mister Saccomanno lo ha dimostrato chiaramente fin dalle prime battute al suo esordio nella scorsa stagione: alle atlete chiede uno sforzo supplementare, fatto di continui cambi di ritmo sia in allenamento che in partita.

I cambi di velocità e la reattività sono il vero marchio di fabbrica del volley targato Saccomanno; un’identità di gioco che richiede grande spirito di sacrificio e un’applicazione costante, a cominciare dal lavoro in palestra. Il compito di tradurre questa filosofia in muscoli, fiato e prevenzione degli infortuni sarà nuovamente nelle mani di Silvia e Alessandra. Ci sarà da lavorare, e non poco.
In attesa di ritrovarle sul campo, abbiamo scambiato con loro quattro chiacchiere:
- Silvia Capozza (Preparatrice Atletica), la Serie B1 richiederà un salto di qualità non solo tecnico, ma soprattutto fisico. Quale sarà la sfida più grande nel preparare le ragazze a ritmi e impatti decisamente più intensi rispetto all’anno scorso?
“Il passaggio alla Serie B1 rappresenta un vero e proprio salto di categoria, soprattutto dal punto di vista dell’intensità e del carico fisico. La sfida più grande sarà sicuramente l’adattamento ai nuovi volumi di allenamento, trovare il bilanciamento perfetto tra carico di lavoro fisico e recupero, che permetta alle ragazze di mantenere intensità per tutta la durata dei match e della stagione; il lavoro di prevenzione infortuni sarà senz’altro la base per dare continuità alle prestazioni e ai risultati e la disponibilità di tutta la rosa durante il campionato”.
- Il gioco di mister Saccomanno si fonda su continui cambi di ritmo. Come si imposta, sin dal ritiro estivo, un lavoro in palestra capace di trasformare il sacrificio atletico in velocità e brillantezza sul parquet?
“Sin dal ritiro estivo l’obiettivo della programmazione è costruire una solida base strutturale per poi “trasformare” la forza guadagnata in velocità e reattività in vista della prima giornata di campionato. Dalla prima settimana di preparazione si ha il passaggio dal lavoro individuale estivo al lavoro collettivo sul parquet. Grazie alla scheda di allenamento off-season che le atlete stanno seguendo in questi mesi estivi, il gruppo non riparte completamente da zero: la struttura muscolare e articolare è già stata parzialmente attivata, permettendo di impostare fin da subito un lavoro mirato ed efficace. Nelle prime settimane sfruttando la base costruita dalle atlete nell’off-season, si incrementano gradualmente i carichi: l’accumulo di fatica in queste settimane è programmato. Durante le settimane successive il lavoro è orientato a muovere i carichi più velocemente e trasformare quindi la forza costruita in esplosività. Nelle ultime settimane prima dell’inizio del campionato invece si lavora per eliminare la fatica accumulata, il volume complessivo del lavoro in palestra quindi cala sensibilmente, pur mantenendo elevata l’intensità”.
- Alessandra Dell’Anna (Fisioterapista), nella scorsa trionfale stagione il tuo lavoro è stato decisivo per mantenere il gruppo integro durante un campionato di B2 logorante. Con l’aumento dell’intensità in B1, come cambierà l’approccio alla prevenzione degli infortuni e al recupero “tra una battaglia e l’altra”?
“Sicuramente la B1 alzerà il livello sotto tanti aspetti e anche il nostro lavoro dovrà adattarsi. L’attenzione alla prevenzione sarà ancora più importante, perché con ritmi e intensità maggiori bisogna cercare di intervenire prima che si presenti un problema. L’obbiettivo è mettere le ragazze nelle condizioni migliori per allenarsi e giocare, cercando di farle arrivare in campo sempre al massimo delle loro possibilità”.

- Il legame e la fiducia tra un’atleta e la fisioterapista sono spesso la chiave per superare i momenti di massima stanchezza fisica e mentale. Quanto conta l’aspetto umano nel gestire i carichi di lavoro che attendono la squadra quest’anno?
“Per me conta tantissimo. Il trattamento non riguarda solo il recupero fisico, ma anche l’ascolto e la costruzione di un rapporto di fiducia. Un’atleta deve sentirsi libera di comunicare le proprie sensazioni, anche quando il problema sembra piccolo, perché è proprio dal dialogo che si possono prevenire situazioni più complesse. Nei momenti di maggiore fatica, sapere di avere uno staff che ascolta, comprende e lavora insieme alle giocatrici può fare la differenza. Credo che l’aspetto umano sia parte integrante del mio lavoro e che contribuisca a creare un ambiente sereno, in cui ogni atleta possa esprimere il proprio potenziale con maggiore tranquillità”.
Giuseppe Spenga