TORRE SQUILLACE E LA FESTA DEL MARE: AMORE A PRIMA VISTA
Certe volte i numeri contano poco. Poco importa quante persone fossero presenti, quante fotografie siano state scattate o quanti post verranno condivisi nei prossimi giorni. Ci sono giornate che si misurano in emozioni, e quella vissuta a Torre Squillace durante la Festa del Mare è stata una di queste.

La vera protagonista della giornata non è stata la musica degli Zao e Tonic, non sono stati gli ospiti, non sono state le mostre o gli interventi. La regina assoluta è stata lei: Torre Squillace. Maestosa, silenziosa, paziente. Ha accolto nel suo cuore centinaia di persone che da anni la osservavano da lontano, chiusa e inaccessibile. Per molti è stato come ritrovare una vecchia amica. Per altri una scoperta inattesa. Per tutti, un’emozione.

C’erano turisti incuriositi e cittadini neretini con gli occhi lucidi. Persone che da bambini avevano corso su quelle scale e che oggi, con qualche anno in più e qualche articolazione un po’ meno collaborativa, hanno voluto comunque salire ancora una volta fino in cima. Per affacciarsi da quella finestra. Per guardare il mare. Per ritrovare un ricordo. E tutti, senza eccezione, sono stati felici di vedere la Torre in splendida forma dopo il restauro che l’ha restituita alla comunità.

Poco importa che al suo interno trovassero posto gli straordinari scatti subacquei di Michele Solca, capaci di raccontare i segreti più affascinanti del Mediterraneo. Poco importa che a parlare fosse la dottoressa Giulia Furfaro dell’Università del Salento, tra le più apprezzate divulgatrici scientifiche del panorama nazionale, capace di accompagnare il pubblico in un viaggio tra biodiversità marina e sostenibilità. Poco importa che sulle pareti scorressero le immagini di “Barche di Carta”, manifestazione che da anni accompagna le estati neretine e che continua a regalare ricordi e meraviglia.

Tutto questo è stato importante. Bellissimo. Ma in fondo era soltanto il contorno. Il centro di tutto era la Torre. Ai suoi piedi, le allieve della scuola Infinity Dance della maestra Serena Manta hanno regalato al pubblico una suggestiva esibizione ispirata al mare e al tramonto. Hanno danzato su un terreno tutt’altro che semplice, tra erba secca e superfici irregolari, con l’eleganza e la determinazione che appartengono a chi mette passione in ciò che fa. I bambini, invece, hanno insegnato una lezione agli adulti. Non cercavano effetti speciali, non volevano spettacoli grandiosi. Erano felici di scrivere un pensiero per il mare e appenderlo a una vecchia rete da pesca trasformata in una bacheca di emozioni. Erano felici di salire quei gradini enormi stringendo la mano di mamma o papà. Erano felici di guardare l’orizzonte da un punto di vista nuovo, sentendosi, anche solo per un giorno, autentici Custodi del Mare. Qualcuno ha ascoltato con attenzione i racconti dell’archeologa Antonietta Martignano, lasciandosi trasportare tra torri costiere, incursioni dal mare e antiche storie di uomini che vivevano osservando l’orizzonte. E poi, lentamente, il sole ha iniziato a scendere. Dalla spiaggia si sono levate le note leggere della musica. Nessun clamore. Nessuna scenografia artificiale. Solo il mare, il tramonto, la Torre e le persone. Un saluto semplice, romantico, affettuoso. Quasi un grazie.

Grazie a Torre Squillace per averci accolti ancora una volta.Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, collaborato, creduto e contribuito alla riuscita di questa Festa del Mare. Per qualche ora abbiamo avuto la sensazione di aver riconquistato un luogo che appartiene alla memoria collettiva della nostra comunità.E quando una comunità torna a vivere i propri luoghi, quei luoghi tornano a vivere con lei. Arrivederci alla prossima Festa del Mare.

(Le foto sono state scattate da Mariaurora Nestola e Joele Rutigliano. La foto aerea è stata scattata da Sergio Fai)