VOLLEY COPPA ITALIA – DREAM, IL CUORE OLTRE IL TABELLINO
La Dream Volley Nardò perde 3-0 ad Udine ed esce nettamente sconfitta dal doppio confronto di coppa. La Società: “Una bellissima esperienza per tutti, ma ora testa al campionato!”
PAVIA DI UDINE (UD) – Gli occhi lucidi, le lacrime, la grande emozione: questo non sarà il consueto racconto di gara 2 di un quarto di finale di coppa, né una semplice cronaca di volley. Il destino che ha fatto incontrare la BluTeam Pavia di Udine e la Dream Volley Nardò sotto il tetto del palazzetto di Lauzacco merita da parte nostra qualcosa in più di una sequenza di dati statistici da consegnare all’almanacco sportivo di Biff Tannen di Ritorno al Futuro.

Cominciamo.
Il match disputatosi al Palazzetto dello Sport di Pavia di Udine è stato, sin dai primi istanti, un intreccio indissolubile di agonismo e rispetto, segnato dal recente lutto che ha colpito la comunità friulana.

IL TRIBUTO AL PRESIDENTE RODOLFO FLEBUS – L’atmosfera pre-gara è stata carica di tensione emotiva per la scomparsa di Rodolfo Flebus, storico presidente della compagine di casa, venuto a mancare tragicamente durante la gara d’andata. Il minuto di silenzio che ha seguito l’Inno Nazionale è stato un momento di raccoglimento totale, rotto solo dalla presenza dello striscione dei tifosi neretini: “Vicini al vostro dolore”. Un gesto di alta sportività che ha testimoniato la solidarietà della città di Nardò.
A margine dell’evento, è emerso un particolare di grande valore umano: il plauso della famiglia Flebus verso il personale medico e infermieristico dell’Ospedale di Gallipoli: una pagina di eccellenza che la società ha voluto sottolineare con forza, attraverso le parole di Giuseppe “Bepi” Fabbro, cognato del presidente e dirigente friuliano, autore di una splendida lettera di plauso al personale medico e sanitario del presidio ospedaliero di Gallipoli, del quale raccogliamo la toccante testimonianza fornitaci a fine gara: “Grazie ancora per il vostro modo di essere, dai dirigenti, alle atlete ai tifosi. Già domenica scorsa a Nardò, ma anche stasera a Lauzacco credo che tutti voi e noi abbiamo avuto la percezione di conoscerci e frequentarci da tempo infinito: è stata una esperienza bellissima, e di ciò vi ringraziamo di cuore. Noi, di quassù siamo generalmente abbastanza chiusi, ma con gente come voi è facile aprirsi! Della mail che ti giro (la lettera all’ospedale, ndr) fai l’uso che ritieni: se servirà per demolire gli atavici falsi concetti di un sud inerme, poco reattivo e disorganizzato, questa indica una strada nettamente contraria! Un amichevole abbraccio e buona vita a tutti voi!”.

Molto gradito anche il caro saluto che abbiamo ricevuto dall’Assessore allo Sport di Pavia di Udine, Ercole Nardone, che si è complimentato per la sensibilità dimostrata dalla comunità neretina in occasione della gara d’andata, ricambiata, va sottolineato, da una splendida ospitalità ricevuta in quella di ritorno.
IL MATCH – Dal punto di vista tecnico, il campo ha confermato i valori già espressi nel primo incontro. La Blu Team ha imposto il proprio ritmo dall’inizio alla fine, chiudendo la pratica con un netto 3-0 (25-15, 25-13, 25-21). La squadra di casa si è dimostrata un meccanismo perfetto, caratterizzato da ordine tattico, una pulizia di movimenti che ha lasciato poco spazio alle invenzioni avversarie; solidità a muro, la vera chiave di volta del match a nostro parere, capace di disinnescare sistematicamente le (troppo) prevedibili conclusioni neretine; precisione in attacco, una continuità offensiva che non ha mai permesso al risultato di essere messo in discussione.

Vogliamo essere impietosi, perché crediamo che per essere credibili quando lodiamo, dobbiamo essere altrettanto onesti quando critichiamo; e perché queste esperienze o vengono metabolizzate come fasi di crescita fisiologiche e necessarie per una squadra con poca esperienza accumulata su palcoscenici che contano, oppure rischiano di scivolare verso pericolose derive di autocommiserazione e ricerca di alibi, che non trovano riscontro nella realtà. Il 3-0 subìto sul campo non è tecnicamente accettabile, con parziali inconsistenti di marca granata, 25-15 e 25-13, solo parzialmente attutiti da un terzo set inutile ai fini del passaggio del turno, eppure chiuso a 21 punti, per merito anche del fresco entusiasmo di atlete come Carolina Gloria, Iside Sanna, Carlotta Prete, Giorgia Prato, Alessandra Zaccaria, alle quali va una doverosa citazione al merito, perché si tratta di ragazze che spesso partono dalla panchina, ma che hanno dimostrato una verve che ha infiammato gli animi granata sugli spalti. Le ragazze di coach Laudisa, nonostante l’impegno profuso nel tentativo di arginare le padrone di casa, hanno mostrato i limiti già evidenziati in Gara 1, soffrendo particolarmente in fase di ricezione e nella costruzione del gioco, condizionate da una scarsa reattività sottorete e da una altrettanto deficitaria cattiveria agonistica nei momenti decisivi che ha impedito loro di riaprire il match, in qualsiasi momento della serata.

IL FUTURO – Tutto da buttare quindi? No, assolutamente no! Si chiude una pagina di Coppa Italia che, pur non sorridendo a Nardò sotto il profilo dei punti, lascia in dote una lezione di sportività e umanità che onora il volley nazionale. I tifosi che hanno percorso più di mille chilometri per stare vicini alla squadra e che hanno animato un tifo che, paradossalmente, ha raggiunto il suo culmine di intensità nel terzo ed ormai inutile set, sono il segno tangibile di una vicinanza ideale e fisica che va ben oltre il singolo risultato o la vittoria. La doppia sconfitta senza appelli è un punto dal quale partire per lavorare, lavorare ed ancora lavorare. Sabato a Salerno Martina Gorgoni e compagne avranno la prima grande opportunità di invertire la rotta, contrassegnata nelle ultime tre uscite da altrettante sconfitte: è il periodo peggiore della stagione dal punto di vista dei risultati, ma il demone che aleggia su Via Giannone dall’inizio dell’anno può e deve essere esorcizzato. Abbiamo fiducia che lo staff saprà come sempre fare un ottimo lavoro nel ricucire, curare le ferite, recepire il buono e resettare le cose che non sono andate per il verso giusto.
Noi ci saremo, sempre. #wehaveadream
Giuseppe Spenga (foto: Yari Qualtieri; grafica: Dream Volley)
