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MRS, MONUMENTO DEI CADUTI, SIT – IN A LECCE: BASTA DEGRADO, BISOGNA RIDARE DIGNITÀ AI LUOGHI E ALLE PERSONE

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LECCE – Come Movimento Regione Salento evidenziamo in modo deciso le problematiche sociali e di decadimento della nostra città; ecco il motivo del sit-in in Piazza Unità d’Italia, a Lecce, presso il monumento dei caduti, dove abbiamo messo in luce proprio lo stato di degrado dell’intera Piazza in questione. Già nei mesi scorsi abbiamo richiamato l’attenzione dei cittadini e degli attuali amministratori comunali queste problematiche sociali che affliggono l’area del monumento dei caduti e l’intera piazza.

Quest’area è afflitta da una situazione complessa, caratterizzata da un degrado urbano che appare particolarmente evidente in quanto contrasta fortemente con le caratteristiche della zona in cui è inserita. La piazza è oramai adibita a dormitorio, latrina a cielo aperto e immondezzaio senza vincoli. È un problema articolato, contraddistinto in primo luogo dalle condizioni di vita delle persone senza fissa dimora che hanno trovato un alloggio di fortuna nei dintorni dell’ormai, purtroppo, fatiscente casa del mutilato.

Hanno partecipato al sit–in il presidente del Movimento, consigliere regionale, Paolo Pagliaro e il coordinatore cittadino MRS Lecce Giancarlo Capoccia, oltre al Coordinatore regionale Pierpaolo Signore, al Coordinatore provinciale Francesco Viva e tanti militanti e cittadini.

“È giunta l’ora di affrontare un problema serio che in questa città viene sottovalutato dall’amministrazione comunale. Purtroppo, la questione non riguarda soltanto il decoro urbano così come si vuol far passare ma la ferita è più profonda perché interessa vite umane, gente senza tetto costretta a vivere a cielo aperto ad arrabattarsi alla meno peggio e quindi diventa normale sporcare e far diventare latrine tutti i luoghi. – Afferma il presidente Paolo Pagliaro – Oggi troviamo questo luogo più o meno pulito ma le immagini dei giorni scorsi parlano chiaro; ovviamente è giusto che si facciano lavori extra con l’idropulitrice ma i servizi sociali, i servizi di Salute Mentale dell’ASL di Lecce dove sono? Nel 2022 dobbiamo ancora lasciare, così, senza controllo, abbandonati alla loro sorte tanti senzatetto, migranti irregolari, clochard, persone ai margini della società? Questa è la risposta che dobbiamo dare alla città. Perché questa amministrazione deve aspettare sempre che qualcuno accenda un faro di attenzione sui problemi per intervenire? Nei mesi scorsi abbiamo segnalato la situazione pericolosa dell’immobile di via San Pietro in Lama, fatiscente ed abitato da irregolari e clochard, proprio lì risiedeva l’uomo che aveva aggredito per rapinarlo il madonnaro Leonardo Vitale, poi morto; solo dopo il nostro intervento fu eseguito lo sgombero e la messa in sicurezza dell’immobile. Così come accadde nell’immobile ex Galateo messo in sicurezza dopo aver effettuato lo sgombero, anche lì accadde tutto dopo il nostro intervento. – Conclude il consigliere regionale Pagliaro – Chiediamo la massima attenzione per questo posto ma sarebbe una richiesta fine a stessa se non chiedessimo attenzione e soluzioni per queste persone, per i senza tetto, per gli irregolari, non possiamo chiudere gli occhi e far finta di nulla, basta buonismo sterile, noi non siamo buonisti, noi siamo buoni e questa nostra bontà la vogliamo mettere a disposizione della collettività e del bene comune, la vogliamo mettere a disposizione del futuro dei nostri figli e non vogliamo lasciare un mondo, in questo caso una città, nel degrado, nella sporcizia e nell’incertezza, non vogliamo gente costretta a vivere sui cartoni, noi chiediamo ordine e pulizia per ogni luogo e giustizia sociale per tutte le persone”.

A fare da eco al presidente Pagliaro è Giancarlo Capoccia, coordinatore cittadino di Lecce del Movimento Regione Salento: “È inaccettabile che esistano persone ridotte a vivere in queste condizioni. Siamo consapevoli che si tratta di un problema estremamente complesso e di difficile soluzione, caratterizzato dalla specificità di ogni condizione umana in gioco ma, allo stesso tempo, pensiamo che fino ad ora il nostro sistema pubblico di tutela sociale e sanitaria non abbia fatto tutto quanto possibile per risolverlo al meglio. È necessario che tutte le parti coinvolte nella questione, ognuna per le proprie competenze, si attivino meglio di come hanno fatto fino ad ora e lo facciano in stretto coordinamento. Siamo convinti che la soluzione del problema non possa che passare dalla restituzione della dignità minima di vita dovuta ad ogni essere umano alle persone che ora bivaccano in piazza Unità d’Italia.

Riteniamo, inoltre, del tutto inutile la proposta fatta a queste persone di un alloggio presso il centro Masseria Ghermi, poiché Si tratterebbe di una vera e propria ghettizzazione che può avere un senso nel caso dei rifugiati, la condizione dei quali rende certamente accettabile un periodo di soggiorno in quel tipo di centri, in attesa dello svolgimento dell’iter previsto, ma non per le persone che soffrono di problemi ben diversi, le quali si sono già allontanate, psicologicamente, dalla nostra società e non hanno bisogno certo che qualcuno aumenti ulteriormente questa distanza ma piuttosto che la riduca attraverso un processo di reintegrazione. In questo senso recuperare un alloggio è certamente importante e necessario, ma lo è molto di più recuperare la situazione di sofferenza psicologica delle persone in questione. – Conclude Capoccia – Solo da qui può partire la vera soluzione del problema, diversamente lo si sposterà, anzi per essere più precisi si sposteranno gli esseri umani da un’altra parte, rendendolo meno visibile; una soluzione che non ci piace. Chiediamo che Lecce si distingua nell’affrontare questo problema, trovando una soluzione reale” .

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