DIDATTICA A DISTANZA: SÌ O NO? PREVISTA PER OGGI UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI AL COMUNE

 DIDATTICA A DISTANZA: SÌ O NO? PREVISTA PER OGGI UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI AL COMUNE

Il messaggio sta circolando nelle chat whatsapp di insegnanti e genitori.

“Carissimi genitori, insegnanti, dirigenti, cittadini, personale scolastico vi chiediamo di unire le nostre forze per fronteggiare al meglio questa difficile situazione mal gestita dal nostro governo nel comparto scuola.
Per chi fosse disposto a manifestare/presenziare pacificamente in segno di protesta per richiedere un breve periodo di dad a scuola (con il solo obiettivo di tutelare la salute di tutti) al nostro sindaco, può presentarsi domani 8 gennaio alle ore 16 di fronte alla sede del nostro comune.
Se possibile prepariamo anche striscioni. Si prega di confermare la propria presenza per motivi organizzativi, vi ringraziamo per la collaborazione.”

Intanto ieri sulla sua pagina facebook del primo cittadino veniva pubblicato questo post:

“NO A UNA GENERAZIONE DI CAPRE. COL COVID BISOGNA IMPARARE A CONVIVERE. NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI BABY SITTER E INSEGNANTI PRIVATI E NESSUNA FAMIGLIA PUÒ PIÙ PERMETTERSI PROVVEDIMENTI SPOT.

 Questa sera ho letto le ordinanze del presidente della Regione Campania e di alcuni sindaci ed è chiaro che il Governo voglia impugnare i provvedimenti. Nella situazione attuale, infatti, il Governo è l’unico titolato a decidere. Come sapete non mi manca il coraggio delle scelte, ma qui non siamo più alle prime settimane dell’emergenza Covid19. Oggi conosciamo il nostro nemico e ci sono regole precise.

Per questo il 10 gennaio si torna in classe.

Così ha deciso il Governo Draghi ed è una decisione che condivido totalmente.

Non sono abituato infatti ad obbedir tacendo, sia chiaro, ma la chiusura delle scuole fuori dal lockdown non avrebbe senso. Oggi è tutto è aperto: palestre, teatri, cinema, ludoteche, bar, pub e chi più ne ha più ne metta. Non possiamo usare gli studenti come foglie di fico, mettendo in crisi anche quest’anno il diritto all’istruzione e alla socialità.

Ma ve lo immaginate? Dovremmo chiudere le scuole per vedere i ragazzi in strada o al mare! O peggio per spedirli dai nonni, che – lo ricordo – sono soggetti fragili.

Nella nostra Città, inoltre, il numero di contagi è inferiore alla media provinciale, regionale e nazionale.

Quindi la chiusura potrebbe arrivare solo in seguito a motivata richiesta dell’ASL. Come ribadito anche oggi dalla Prefettura ci dovrebbero essere situazioni di particolare gravità.

A Milano, Lodi, Bergamo, dove i dati sono davvero allucinanti, le scuole riapriranno. Non si capisce perché altrettanto non debba avvenire in Puglia, nel Salento, a Nardò.

Tenete presente che con 3 contagiati per classe si andrebbe automaticamente in Dad. Arrogarsi il diritto di recludere i ragazzi in casa significa spingere verso una generazione di capre (Sgarbi mi perdonerà per la citazione). La scuola è vita, è socialità, è fabbrica di curiosità, conoscenza, futuro. Ed è anche un luogo di responsabilità e lavoro, come altri.

Oggi tutti i luoghi di lavoro sono aperti. Quindi è giusto che lo sia anche questo.

Peraltro non tutti i genitori lavoratori possono permettersi baby sitters, insegnanti a domicilio o tempo per seguire i propri figli nello studio.

Insomma lunedì si torna in classe per imparare e crescere!”