GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. TUTTI IN MARCIA PER SOTTRARRE LA DONNA DALL’ISOLAMENTO

 GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. TUTTI IN MARCIA PER SOTTRARRE LA DONNA DALL’ISOLAMENTO

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il Comune di Nardò dice “sì” alla proposta della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini e aderisce al cartellone unico di iniziative dei Comuni della provincia.

Giovedì 25 novembre, dunque, è in programma una marcia, che prenderà il via alle ore 17 da piazza Diaz e si fermerà alle 18 circa sulla “villa” di via XX Settembre, nei pressi della panchina rossa voluta due anni fa dalla Commissione per le Pari Opportunità come simbolo della lotta alla violenza di genere. Lungo il tragitto è prevista l’installazione di sette tele che ritraggono altrettanti volti di celebri opere d’arte, che esaltano il valore della pittura e soprattutto la bellezza della donna: la “Monna Lisa” di Leonardo (1503), la “Marylin Monroe” di Andy Warhol (1962), la “Ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer (1665), la “Dama con l’ermellino” sempre di Leonardo (1488), la “Venere” del Botticelli (1485), la “Jeanne Hébuterne” di Modigliani (1918) e infine l’“Autoritratto” di Frida Khalo (1946). Il “messaggio” dell’iniziativa è rappresentato dalla scelta di “sfregiare” i volti delle donne dipinte ed è sintetizzato dallo slogan “La donna è un’opera d’arte, rispettala”.

“La violenza di genere – spiega l’assessora alle Pari Opportunità Sara D’Ostuninasce quasi sempre da un contesto di isolamento della donna, per cui è fondamentale rendere il tema visibile, attuale, sempre molto presente. La marcia, così come ogni altra iniziativa, è una manifestazione molto più che simbolica e parteciparvi è doveroso. Invito tutti a farlo, a dare un segnale. Nessuno può far finta di niente di fronte a un fenomeno in continua crescita, che in Italia fa registrare 89 episodi di violenza di genere ogni giorno e 109 femminicidi all’anno. Occorre fermare le lacrime, le urla e il dolore silenzioso di donne ferite nel corpo e nell’anima”.