ACCETTARE E (AC)COGLIERE

 ACCETTARE E (AC)COGLIERE

“Le mie cosce sono troppo grosse”

“Quanto vorrei che il mio naso fosse diverso”

“Beata lei che mangia e non ingrassa”

Quante volte abbiamo detto o sentito queste frasi? E quante volte ci è stato detto o abbiamo sentito che dobbiamo accettarci così come siamo, perché ognuno di noi è perfetto a proprio modo? E quante volte abbiamo pensato “eh facile a dirsi”, ma praticamente?

Accettazione è vedere le cose così come sono. Questa è l’essenza della Mindfulness.

Cercando di fare in modo che le cose vadano esattamente come vorremmo, creiamo solo ulteriori tensioni che ostacolano la nostra crescita e il nostro cambiamento.

Si ricorre sempre all’accettazione. Accettare non significa rassegnarsi, bensì riconoscere dove sei ora, come punto di partenza per migliorare, migliorarti e cambiare, se necessario.

L’accettazione è come se fosse lo spioncino del portone: ci guardiamo attraverso e vediamo che dall’altra parte ci sono le nostre risorse, ma solo aprendo il portone potremmo accoglierle in casa e permettere loro di aiutarci ad agire e reagire.

Accettare non vuol dire accontentarsi. Non è sinonimo di arrendersi o rinunciare a lottare per ciò che è utile e necessario.

Accettare significa allenarsi ad essere qui e constatare la realtà dei fatti: valutare i pro e i contro della situazione attuale e fare in modo che avvenga il primo passo. È qui che ha inizio il cambiamento.

Passiamo buona parte del tempo, delle giornate a non accettare noi stessi, il nostro corpo, la nostra vita, ci focalizziamo su cosa non abbiamo ignorando totalmente ciò che invece è presente. È una lotta continua con noi stessi. Ci maltrattiamo, ci rimproveriamo e in questo modo non facciamo altro che creare una visione distorta della nostra vita e di noi.

L’accettazione è un processo. È allenamento.

Allenarsi ad avere parole, pensieri positivi nei propri confronti, praticare l’esercizio della gratitudine, iniziare a guardare oltre la punta del nostro naso.

Accettare non significa arrendersi, significa compiere il primo passo verso la risoluzione. Non vuol dire stare immobili aspettando semplicemente che qualcosa passi.

L’accettazione è una capacità innata che sviluppiamo anche grazie alla pratica costante della Mindfulness.

Attraverso di essa scopriamo quel grande coraggio che è insito dentro di noi, quella forza motrice momentaneamente assopita e che dobbiamo risvegliare.

Per fare ciò si può iniziare ad essere più pazienti, comprensivi e gentili con se stessi, quando ci si sente inadatti o incapaci è utile dirsi che è una condizione passeggera, ma ricordarsi che il dolore fa parte della condizione umana.

Accettare davvero è quindi la strada maestra che porta verso la conoscenza di se stessi e di conseguenza del mondo. Accettare i nostri limiti è il primo passo per superarli. Confessare a noi stessi le nostre bassezze è il primo passo per andare verso un’elevazione interiore. Vedere che le cose non sono come vorremmo è il primo passo che ci spinge a costruire la realtà che realmente desideriamo. Accettare che gli altri siano diversi da noi o da come vorremmo che fossero è il primo passo verso l’accettazione che non possiamo cambiare l’altro, ma possiamo cambiare noi nei confronti dell’altro.

Ricordate che l’elemento essenziale della Mindfulness consiste nell’accettazione radicale dell’esperienza presente senza alcun giudizio. Ciò significa essere disposti a sperimentare e convivere con le emozioni, i pensieri e le circostanze, sia esse negative che positive.

Accettare vuol dire considerare tutto ciò che viene come parte dell’esperienza umana e rispondervi con minore reattività.

Vedere le cose così come sono: questa è l’essenza della Mindfulness.

Cercando di fare in modo che le cose vadano come vorremmo, creare delle aspettative è il primo passo verso la delusione e la sofferenza; piuttosto non aspettarsi nulla, lasciarsi sorprendere, vivere nel momento accettando tutto così com’è farà sì che le ombre del passato o le speranze del futuro non ci condizioneranno più, accetteremo il nostro corpo, il nostro lavoro, la nostra vita così come sono, senza giudizio, senza reagire automaticamente in maniera disfunzionale, anzi questo porterà alla consapevolezza che il momento presente ci reca malumori, insoddisfazioni, e sarà qui che faremo il primo passo verso il cambiamento.

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