OFFICINA CITTADINA: VICINANZA E SOLIDARIETA’ AL CONSIGLIERE COMUNALE LUIGI VENNERI

 OFFICINA CITTADINA: VICINANZA E SOLIDARIETA’ AL CONSIGLIERE COMUNALE LUIGI VENNERI

SOLIDARIETA’ AL CONSIGLIERE VENNERI E OSSEQUIO NEI CONFRONTI DEL TRIBUNALE CIVILE DI LECCE CHE HA RESO GIUSTIZIA.

Esprimiamo VICINANZA e SOLIDARIETA’ al consigliere comunale Luigi Venneri che ha ottenuto Giustizia dal Tribunale di Lecce, in composizione Collegiale, in via urgente e cautelare ai suoi diritti (v. testo integrale che riportiamo, pubblicato da Porta di Mare).

Esprimiamo RISPETTO e GRATITUDINE al Collegio Giudicante Leccese che ha scolpito, nel suo provvedimento favorevole al consigliere Venneri, due principi assolutamente non scalfibili da parte di nessuna Autorità:

1) un consigliere comunale, eletto in una lista che abbia partecipato ad una tornata elettorale comunale di Nardò, ai sensi dell’art.10 del “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Nardò”, assume le prerogative e la rappresentanza spettanti a un gruppo consiliare;

2) non esiste un “vincolo di mandato” in virtù del quale la Lista elettorale sia costretta a cambiare la propria denominazione, ove esprima un parere difforme da quello del Sindaco sostenuto in sede elettorale: la Lista elettorale mantiene la propria identità in assenza di ogni vincolo di mandato nei confronti del Sindaco originariamente sostenuto nel corso delle elezioni.

Il provvedimento del Tribunale di Lecce, dunque, poggia sui due principi, uno regolamentare (art. 10 R.C.C.) e uno di Legge, quest’ultimo derivante dall’art. 67 della Costituzione (ossia il divieto, A QUALSIASI LIVELLO ELETTIVO, ossia Nazionale, Regionale e Comunale, del “vincolo di mandato).

Allo stato, quindi, il consigliere Venneri ha ottenuto, in via urgente, piena soddisfazione giudiziale alle sue pretese (compresa la condanna del sindaco Mellone al pagamento delle spese processuali) ma siamo convinti che non dissimile sarà il successivo provvedimento di merito in quanto possiamo tranquillamente già da ora affermare che MAI, nessun Giudice della Repubblica Italiana, potrà scrivere in una sua sentenza che in Italia, a qualsiasi livello, esiste il vincolo di mandato.

Ove ciò avvenisse, come purtroppo potrebbe succedere ma solo per evidente ignoranza giuridica dell’eventuale decidente, ci penserebbero i successivi gradi di giudizio, ultimo quello di Cassazione, a stabilire la corretta applicazione del diritto e, soprattutto, dei principi costituzionali.

Il Direttivo di Officina Cittadina

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