LEONARDO DONNO REPLICA AL SINDACO DI NARDÒ PIPPI MELLONE

 LEONARDO DONNO REPLICA AL SINDACO DI NARDÒ PIPPI MELLONE
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La replica del portavoce alla Camera dei deputati Leonardo Donno, al sindaco di Nardò Pippi Mellone.

In apertura vorrei dire al sindaco di Nardò che se questa mattina avesse chiesto l’elenco delle PEC arrivate alla casella mail del protocollo del suo Comune, avrebbe tranquillamente potuto conoscere tutti i dettagli (con nomi e cognomi) contenuti nell’esposto presentato in Procura dal sottoscritto. Come spiegato nel mio comunicato stampa, infatti, l’esposto è stato inviato per conoscenza anche all’amministrazione neretina, ancor prima di inviare la nota alla stampa. Signori si nasce. Mi risulta che alle ore 10:46, la mia pec sia stata addirittura protocollata, pertanto non so se il Sindaco abbia fatto finta di non sapere… ma tant’è.

Entrando poi nel merito della sua accesa replica, mi viene in mente una celebre locuzione latina: “Excusatio non petita, accusatio manifesta” (Chi si scusa, si accusa). E infatti a parte le prime quattro battute di invettiva verso il sottoscritto, dimostrando inoltre di non sapere come funzioni una casella mail amministrativa di posta certificata, il sindaco Mellone ha scelto di dilungarsi sulla sua disponibilità e presunta prontezza nella battaglia contro le occupazioni abusive nel suo Comune, che però detiene un triste primato del fenomeno. Inutile ricordare al Sindaco che l’occupazione abusiva degli alloggi popolari è un reato perseguibile penalmente; quella delle occupazioni abusive, è una piaga che attanaglia troppi comuni della nostra provincia e che è stata ignorata, colpevolmente per anni, da tutta la classe politica; non sono qui a prendere meriti, non ne ho bisogno, voglio solo che venga ristabilita la legalità, e se non fosse stato per il sottoscritto che da oltre un anno denuncia pubblicamente questa situazione, nulla si sarebbe mosso. Ho presentato due esposti, fatto interrogazioni parlamentari, interloquito con diverse Istituzioni e con l’ex Prefetto Cucinotta, la quale, dopo la mia denuncia pubblica, ha convocato il tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza e qualcosa, finalmente dopo anni, si è mosso.

Non sarà che Mellone, già a conoscenza del nome del personaggio politico al centro della vicenda, abbia voluto tempestivamente mettere le mani avanti? Mellone parla di retorica, da quale pulpito. Un clamoroso autogol sotto gli occhi di tutti. Per non parlare di quanto sia davvero triste, da parte di un amministratore, sottolineare che i soggetti sfrattati “un minuto dopo non andrebbero a protestare a casa di Donno, ma del sottoscritto o dei miei colleghi” scrive Mellone. E questo sarebbe un motivo valido per bypassare la legalità?? Accontentando magari chi sa “rompere le scatole” e lasciando in strada gli aventi diritto e appesi al palo in graduatoria da anni? Magari per evitare problemi con gli occupanti abusivi, gli portiamo a casa anche i panettoni per Natale Sindaco?? Siamo seri!

Ho sempre ribadito che debbano essere tutelati i soggetti a rischio e fragili, i bisognosi, e il mio non è assolutamente un accanimento nei confronti di questi soggetti. Anzi! Io non posso tollerare però che personaggi politici, che magari si propongono di amministrare la cosa pubblica, possano solo lontanamente pensare di “assegnare” alloggi a non aventi diritto. Sarebbe gravissimo e mi auguro la Magistratura faccia i dovuti approfondimenti.
Non voglio pensare che alcuni amministratori siano a conoscenza di illeciti o occupazioni abusive di immobili pubblici da parte di furbi, delinquenti e personaggi legati alla mafia e decidano, anziché denunciare, di omettere e voltarsi dall’altra parte. Io non ho nessuna intenzione di voltarmi dall’altra parte e su questo andrò fino in fondo, senza risparmiarmi. E sono disponibile a dare tutto il mio supporto a chi ne avrà bisogno.

Piuttosto che ricordare le sue presenze ai vari tavoli, ai quali in sostanza il Sindaco non ha dato evidentemente seguito alcuno, Mellone imparasse ad usare il computer in primis e ad assumersi le sue responsabilità in secondo luogo.
Personalmente, a febbraio 2020, ho assistito ad uno sfratto proprio nel comune di Nardò: basti pensare che se non fossi stato presente quel giorno, probabilmente quello sfratto di occupanti abusivi, non sarebbe andato in porto. Io ero lì, a controllare che fosse rispettata la legge, il Sindaco dov’era??

Mellone ha risposto in maniera goffa e inconcepibile ad un mio comunicato che non chiamava in causa né la sua persona né la sua amministrazione; perché questa reazione scomposta??
Il Sindaco difende un politico locale di cui sostiene di non conoscere l’identità. Perchè? E lo fa con la stessa premura con cui mamma chioccia tiene in caldo i suoi pulcini. Dice di non sapere. insomma, un po’ strano no? Farebbe infatti sorridere se il politico in questione fosse un democratico.

Ma il Sindaco sa bene che questo è un rischio che non corre.

Orbene, confermo nuovamente la mia massima disponibilità al Sindaco di Nardò e a quanti vogliano VERAMENTE affrontare la situazione di petto e risolverla definitivamente dopo anni di immobilismo e indifferenza. Io ci sono. Senza paura e con la coscienza a posto. Dalla parte dei cittadini onesti, della gente per bene, sempre e comunque.

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