Avendo appreso dai diversi mezzi di comunicazione della volontà dell’Amministrazione di dare ulteriormente seguito alle opere di riqualificazione dell’area intorno alla cinquecentesca chiesa dell’Incoronata, a partire da ciò che viene detto e scritto, in modo particolare da parte del Sindaco, per amore di verità è doveroso portare a conoscenza di tutti il reale e graduale svolgimento dei fatti di questi ultimi anni. Innanzitutto bisogna riconoscere e ringraziare per tutto il bene che questa Amministrazione ha operato e continua a mettere in atto nei confronti dell’intero territorio e dei cittadini. La realizzazione del parcheggio permette agli abitanti della zona e non solo, a chi vi si reca per fare sport, ai tanti che frequentano il parco, ai cittadini che prendono parte alle funzioni religiose e ai visitatori e turisti che vengono a visitare l’arte racchiusa nella chiesa, di usufruire e godere in modo più decoroso, piacevole e sicuro dell’intera area.

Già subito dopo la riapertura al culto della chiesa, avvenuta con la celebrazione della S. Messa il 28 marzo 2016 dopo oltre 60 anni di chiusura, con richiesta della Parrocchia in data 30.11.2016, protocollata presso il Comune di Nardò, visto il rinnovato afflusso di numerosi cittadini e l’arrivo delle prime piogge, si chiedeva di intervenire per la riqualificazione dell’area, in modo particolare attraverso il ripristino del manto stradale intorno a tutta la chiesa, per permettere ai fedeli, anche anziani, di avere facile e sicuro accesso all’edificio sacro. La sistemazione del manto stradale avrebbe altresì preservato la chiesa dalle numerose infiltrazioni di acqua piovana che fino ad oggi, nonostante i recenti restauri, continuano a danneggiare le antiche murature, dal lato sinistro per la totale assenza di asfalto e per l’errata pendenza attuale a ridosso della chiesa, dal lato destro per l’acqua violentemente “sparata” sui muri dai numerosi veicoli che sfrecciano ad alta velocità, acqua che non defluisce correttamente e ristagna ad ogni pioggia.

Non avendo ricevuto alcun tipo di risposta a tale richiesta, siamo ritornati a chiedere gli stessi interventi in data 01.03.2017, anche qui senza nessun esito. A distanza di 3 mesi, precisamente il 22.06.2017, si chiedeva di intervenire per la sicurezza della zona, con l’installazione di segnaletica orizzontale e verticale e dissuasori di velocità, visti i pericoli per l’alta presenza di pedoni. Nuovamente in data 13.04.2018 si ribadiva l’urgenza di nuova bitumazione e rettifica delle pendenze. Si ritornava a sottolineare la necessità di bitumazione, segnaletica, illuminazione pubblica e viabilità pedonale in data 14.01.2019, presentando in allegato una raccolta firme. Nuovamente il 06.12.2019 si scriveva per ribadire la gravità della situazione e chiedere, ancora una volta, gli stessi interventi. Fin dal 2016 a tutto questo è stata allegata opportuna documentazione fotografica che evidenzia la sosta di acqua piovana intorno alla chiesa e, in generale, lo stato dei luoghi. Tali richieste sono state tutte protocollate presso il Comune di Nardò, ma a nessuna di queste è mai seguito alcun tipo di risposta.

Naturalmente tutto il materiale summenzionato è disponibile in archivio e se ne può tranquillamente prendere visione rivolgendosi in Parrocchia.

A questi interventi ufficiali si aggiungano inoltre i tanti incontri occasionali con diversi esponenti dell’Amministrazione, ai quali siamo tornati a chiedere di intervenire, anche questi ultimi senza nessun seguito.

Dinanzi a tale silenzio e indifferenza, dopo 4 anni dalla prima segnalazione, non abbiamo avuto altra strada per portare a conoscenza dei cittadini questa situazione se non attraverso foto e articoli sui mezzi di comunicazione, interventi rivelatisi poi sgraditi da alcuni amministratori.

Solo di recente, nel mese di giugno 2020, in seguito ad ulteriori e numerose pressioni e richieste, è stata posizionata la segnaletica stradale.

Mi rammarica dover apprendere dalle parole del Sindaco nel comunicato stampa del 16.10.2020 che tutta questa vicenda sia stata ridotta a «lamentele del parroco e di alcuni fedeli per le pozzanghere createsi dopo le abbondanti piogge di questi giorni», (situazione che invece persiste da anni e che si ripete puntualmente, sempre peggiorando, dopo ogni precipitazione, di qualsiasi entità) quasi il tutto fosse un capriccio mio personale e di pochi, senza tener minimamente conto dei disagi dei cittadini e dei seri danni, visionati anche dalla Soprintendenza, che la struttura continua a subire.

Comprendo bene che l’Incoronata non è il centro del mondo, e che come giustamente dice il Sindaco «c’è tanto da fare in tante altre zone della città», ma di sicuro è un prezioso patrimonio di arte, di storia e di fede che appartiene a tutta la popolazione di Nardò e che va preservato, custodito, protetto e promosso.

Ai fedeli dico: visto che siamo stati «avvisati» (!?) attenti alla «sosta selvaggia» che

«non verrà più tollerata neanche durante le funzioni religiose».

Termino qui il mio dire, augurando a tutti un buon lavoro, e sperando che sia realmente un lavoro fatto bene, tenendo conto che, qualora gli interventi non siano risolutivi del problema, pendenze errate porterebbero immediatamente la chiesa ad allagarsi in modo irreparabile. Spero che siano maturi i tempi anche per iniziare a pensare ad un distanziamento del tratto di via Incoronata che corre lungo il muro destro della chiesa, liberando l’edificio dalle vibrazioni prodotte dal traffico (anche di tanti mezzi pesanti) nonché dall’acqua che gli stessi veicoli spruzzano sulla muratura.

Sinceramente non credo che si sarebbero dovuti chiedere tutti questi interventi con così tanta insistenza. Probabilmente in altri luoghi, dinanzi alla gioia della riapertura di una perla che custodisce la fede dei nostri padri verso la Beata Vergine Maria Incoronata, Patrona Secondaria della Città di Nardò, immediatamente ci si sarebbe adoperati per il totale e completo recupero e decoro dell’intera area, partendo proprio dalla chiesa.

A chiunque legga dico che in tutto questo non c’è alcuna volontà di attaccare o difendere nessuno ma solo l’intento di portare a conoscenza di tutti altri pezzi di verità che rischiavano purtroppo di rimanere sepolti sotto un manto di asfalto.

Il Parroco
Sac. Camillo De Lazzari