Nardò entra nell’associazione nazionale Città dei Motori, che sotto l’egida di Anci riunisce una trentina di comuni italiani che hanno una vocazione motoristica. La giunta guidata da Pippi Mellone nei giorni scorsi ha deliberato l’adesione all’associazione che si ispira alle esperienze di promozione e tutela delle tipicità locali e di prodotto sviluppate da Anci e che si propone di intraprendere iniziative in campo motoristico, di valorizzare la ricerca tecnologica in questo ambito e di favorire iniziative di marketing. Nardò è la prima città della Puglia ad aderire e tra le poche del Mezzogiorno.

Perché Nardò “città dei motori”? La presenza sul territorio dell’impianto di collaudo e sperimentazione “Nardò Proving Ground” richiama imprese e marchi in ambito motoristico tra i più importanti al mondo, che testano i propri prodotti sulla “pista” neretina. L’attività delle case automobilistiche negli anni ha incrementato la cultura dell’automotive sul territorio e contestualmente anche l’interesse e l’attenzione per i temi del design automobilistico e della sicurezza stradale. È stato il sindaco di Maranello Luigi Zironi, presidente del consiglio direttivo di Città dei Motori, a prospettare a Nardò la possibilità di far parte dell’associazione. Qualche mese fa, durante una visita in città e alla “Nardò Proving Ground”, ha incontrato il sindaco Pippi Mellone e l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Giulia Puglia insieme a Danilo Moriero, segretario generale dell’associazione e leccese d’origine.

“La presenza di “Nardò Proving Ground” – spiega l’assessore Giulia Pugliaè l’elemento naturale che consente alla nostra città di entrare in Città dei Motori. È un privilegio far parte di questa associazione che, tra le altre cose, è artefice di iniziative promozionali sui territori e ci consente di fare rete con altre città. Il recente piano di Città dei Motori sul turismo motoristico, ad esempio, porterà a una agenda condivisa per rilanciare un settore che ha forte appeal e per dare una scossa all’economia. Esserci ci dà l’opportunità di agganciare un treno importante. Città dei Motori, peraltro, suggella il gran lavoro fatto dall’amministrazione sul tema della sicurezza stradale – riqualificazione degli incroci critici e del manto, piste ciclabili, semafori, segnaletica, dissuasori di velocità – che è propulsore di sviluppo e elemento di civiltà urbana. I motori, insomma, sono una occasione, una leva, un “terreno” fertile su cui la nostra città può senza dubbio investire”.

“Siamo felici di accogliere Nardò, prima in Puglia, in Città dei Motori – dice Luigi Zironiuna città che, con il suo splendido impianto, entra a buon diritto nell’associazione. Del resto, sono queste prerogative, direi uniche, come la presenza di un impianto, di un museo, di una casa produttrice, a permettere alle città di diventare “città dei motori”, che hanno il comune intento di valorizzare i motori come “prodotto” e di favorire visibilità e appeal turistico del territorio sfruttando proprio la vocazione motoristica”.  

Città dei Motori è una rete di 28 comuni di 13 diverse regioni italiane. L’associazione ad aprile scorso ha presentato al Mibact un piano nazionale come leva per una ripresa post-Covid19 del turismo legato appunto al mondo dei motori. Un piano che tiene conto del piano strategico del turismo 2017-2022 e del piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022 e che ha tra gli obiettivi anche la definizione del “prodotto turismo motoristico” (grazie al processo di ascolto attivato con categorie produttive, associazioni, attori privati e comunità), la realizzazione e promozione del calendario nazionale di eventi e manifestazioni regionali e locali, gli accordi con reti e “Strade” delle tipicità enogastronomiche, la formazione specifica per chi si occupa di accoglienza nel settore motoristico. Città dei Motori punta alla convocazione in autunno degli Stati generali del turismo motoristico, che pongano le basi di una Giornata nazionale dell’orgoglio motoristico nella primavera 2021, da ripetere ogni anno, finalizzata alla ripresa dei flussi turistici nazionali e internazionali verso l’Italia e i comuni che fanno parte dell’associazione.

L’Associazione ha un marchio che può essere utilizzato dai comuni soci. Questi ultimi designano un proprio rappresentante nell’assemblea (può essere il sindaco, un assessore o un consigliere comunale). Come evidenziato, l’associazione Città dei Motori è una delle “declinazioni” di Res Tipica, progetto di Anci per promuovere lo sviluppo e l’immagine del territorio attraverso la valorizzazione delle eccellenze locali. Negli ultimi anni si sono costituite diverse associazioni di “identità” e marketing (Città dell’Olio, Città del Vino, Città del Pane, ecc.) alle quali si è aggiunta anche Città dei Motori.