“Mentre da un lato si impongono (giustamente) misure di prevenzione molto restrittive a parrucchieri, centri estetici, ristoranti e negozi, ingressi contingentati ad una, massimo due persone per volta, tali da comportare un leggero aumento dei prezzi ed uno stress non di poco conto per i titolari di queste attività in una fase di ripartenza delicatissima, dall’altro assistiamo ad un bilancio del primo weekend post quarantena tutt’altro che confortante, con assembramenti quasi ovunque e cittadini che ignari del pericolo (e delle regole) forse credono che tutto ciò che è stato abbia rappresentato una burlata carnevalesca”.

Allora mi chiedo, esistono figli e figliastri, in questa Città? Esistono commercianti costretti a rispettare e a far rispettare le regole, pena sanzioni salatissime e commercianti “liberi” di interpretare a proprio modo la legge italiana? Così non va, per niente!

Spero (per tutti) che il senso di responsabilità ed il rispetto verso gli altri abbia a breve un sussulto, anche tenendo conto delle scene che abbiamo visto nelle ultime ore. Perché praticare lo spauracchio dei controlli, le minacce di multe ogni 3×2 significherebbe non vivere in una Città civile. Ed io sono convinto che non è così!

Lorenzo Siciliano (consigliere comunale Pd)