Ieri, 13 maggio 2020 a Nardò si è consumato un episodio gravissimo, la materializzazione dell’abuso di potere, dello sprezzo delle istituzioni, dell’offesa delle garanzie costituzionali, dell’uso personalistico della “casa di tutti”, che dovrebbe essere invece la sede per eccellenza del confronto civile e democratico e della trasparenza amministrativa.

È stato impedito ai membri della Commissione Controllo e Garanzia di potersi riunire e svolgere la propria importantissima funzione di controllo della correttezza e trasparenza dell’azione amministrativa.
Riunione che, stando alle attuali norme di contenimento del contagio, si sarebbe potuta svolgere, se non in presenza, quantomeno in videoconferenza e da remoto.

Così non è stato, i membri della Commissione hanno trovato il portone di Palazzo Personè letteralmente chiuso. Una discutibile diffida a firma di Mellone e Giuranna e un portone sbarrato hanno impedito lo svolgimento di un importante esercizio di DEMOCRAZIA. Sembra un episodio di cronaca del “Ventennio”, se non fosse che siamo nel 2020!

Tra l’altro, fa specie che le due figure politiche più importanti del Comune, il Sindaco Mellone e il Presidente del Consiglio Andrea Giuranna, peraltro avvocati entrambi, nella diffida datata 7 maggio 2020 (!) abbiano non solo citato un articolo del DPCM 8 marzo 2020 che nulla ha a che vedere con le riunioni degli organi collegiali dei Comuni, ma addirittura non si siano accorti (!) che quel DPCM da loro richiamato era stato abrogato parzialmente già il 12 marzo, per poi essere abrogato definitivamente il 14 aprile, quindi molti giorni prima della diffida del duo Mellone-Giuranna.

Forse, nella smania di calpestare le garanzie costituzionali, Mellone e Giuranna non si sono accorti di star calpestando anche la loro credibilità di avvocati. Ecco un perfetto concentrato di arroganza, incompetenza politica e improvvisazione al servizio delle istituzioni.
Siamo in ottime mani, non c’è che dire!

Associazione Nardò Bene Comune