La paura fa 90. Precisamente, quella di perdere lo strapuntino della presidenza della Commissione Controllo e Garanzia. Non appena qualcuno ha messo in discussione la sua capacità di occupare quel ruolo, Lorenzo Siciliano ha rimesso insieme i cocci della minoranza (tra cui uno sciame di sigle vuote e rispolverate per l’occasione) e ha preso posizione sulla questione Venneri. Del resto, quel qualcuno oggi “pilota” nell’ombra due consiglieri di opposizione, che Siciliano non può permettersi di far uscire dal recinto.

Peraltro, una solidarietà pelosa e un intervento molto tardivo che sono indice di tante cose: per esempio, il fatto che non ci credano nemmeno loro a mettere in discussione la decisione del presidente del Consiglio, esemplare dal punto di vista tecnico e regolamentare; ancora, il fatto che in questa fase la poltrona di presidente di quella Commissione è più importante dei motivi che hanno portato la minoranza consiliare a dilaniarsi e a guardarsi in cagnesco, con gaffe sulla comunicazione e manovre sottobanco che non vediamo l’ora di raccontare; infine, che forse ha ragione chi accusa Siciliano, che si è fatto cogliere in castagna sulla vicenda.

Solamente il rampollo di quella che fu Città Nuova poteva riuscire nell’impresa di restituire una qualche dignità nel dibattito pubblico a chi, nelle retrovie (che coraggio!), moltiplica etichette e associazioni farlocche ed è alla ricerca, da secoli, di patrie politiche che nessuno alla fine dei conti è disposto a dargli. Siciliano, suo malgrado, si è fatto muovere come una pedina da questo dinosauro con la toga, come si stanno facendo muovere sullo scacchiere Paola Mita e il buon Gigi Venneri, che con tutto il rispetto mai lo avremmo fatto capace (vedasi comunicato stampa) di una prosa così vicina a quella di un avvocato.

In questa vicenda il presidente del Consiglio, che si muove e “parla” correttamente con atti formali, dimostra ancora una volta doti non comuni di equilibrio e una perfetta padronanza del ruolo. Nonostante la montagna di offese e insulti personali che sta ricevendo in questi giorni. Ne uscirà di nuovo a testa alta e ovviamente dalla parte della ragione.

 

Marcello Greco
Andare Oltre