“La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica. Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio”.  Prendo le mosse da una citazione di Pessoa per intervenire rispetto ad una vicenda gravissima di cui è stato oggetto un consigliere comunale di maggioranza ed anche rispetto ai toni accesi e violenti con cui è stata accolta la notizia anche da chi, pur ricoprendo ruoli istituzionali, dovrebbe misurare le parole e a non istigare nel rispetto del confronto e del dialogo che, sempre, dovrebbe caratterizzare l’azione politica. 

Nel condannare il benché minimo atto di violenza, registro come sul web ormai sia tutto un fiorire di haters, gli odiatori. Vendicatori del web che spesso agiscono e imperversano con commenti durissimi, insulti ed un campionario di volgarità di ogni tipo. Intervengo in qualità di vice presidente del consiglio comunale per chiedere, con fermezza, di abbassare i toni. Esprimo solidarietà nei confronti del consigliere di maggioranza P. Maccagnano ma anche nei confronti di due consiglieri di opposizione, D. Piccione e L. Siciliano, offesi sul web da chi dovrebbe rispettare nonché distinguere i confini del dialogo e della correttezza. Fa male, nel contempo, e alla luce dell’accaduto, toccare con mano la distanza che separa le istituzioni dai cittadini. Esprimo preoccupazione in questo assurdo crescendo in cui aumenta la contrapposizione tra comunità e politica. Penso che sia necessario lavorare per la Città con un reale e rispettoso approccio di servizio volto, nella più assoluta trasparenza, ed all’esclusivo raggiungimento del bene comune. Lo scontro così come la disperazione penso siano contagiosi, così come l’istigazione attraverso un linguaggio violento, volgare e fuori controllo. Rammento al sindaco che, in quanto tale, ha il dovere di rappresentare tutta la comunità e non certo una parte. Rammento inoltre ai colleghi dell’assise che l’odio ed il linguaggio violento rischiano di alimentare un clima di odio e di scontro e di creare condizioni di divisione nella nostra comunità. Oltrecché di impoverire miseramente un dibattito che dovrebbe rappresentare l’essenza stessa del fare comunità. Confido che si possa instaurare un momento di confronto più pacato sui problemi da risolvere. “Non è ipotizzabile – ha aggiunto Marinaci – e non ritengo sia nella volontà di nessun rappresentante della comunità fare politica ‘contro’. La politica va fatta nell’interesse dei cittadini, non certo contro qualcuno”. 

Giancarlo Marinaci

Vice presidente consiglio comunale di Nardò