Il cancro del seno può colpire chiunque. Tuttavia, le donne possono contribuire a minimizzare il rischio e, nel caso che siano colpite, a far sì che il cancro sia riconosciuto il più presto possibile. Da qualche anno sta regredendo il numero di decessi per tumore al seno. Uno dei motivi di questa evoluzione favorevole è il miglioramento della diagnosi precoce, che non può prevenire il tumore, ma aiuta a riconoscerlo in uno stadio iniziale. Meno la malattia è in stadio avanzato, migliori sono le chance di guarigione.

In nome di questi dati e dei messaggi di comunicazione scientifica che la Scienza ufficiali esterna con convinzione  da tempo,  il Rotary di Nardò torna a dedicare una giornata  alla cura e alla prevenzione dei tumori femminili. Giornata pensata, ragionata e organizzata per rompere il muro di silenzio e di dolore che circonda la malattia, ancor di più quando si chiama cancro. E’ quella organizzata dal Rotary Club Nardò e Rotary International, distretto 2120, per domenica prossima, 8 aprile 2018,  in collaborazione con  la UOC di Senologia del Vito Fazzi e con il patrocinio di  ASL, Città di Nardò e  con quello etico di Ant.

L’esigenza di affrontare il tabù della malattia, di dedicare la giornata che tradizionalmente viene legata alla celebrazione della donna, sia pure differita di quasi 20 giorni, alla realizzazione di una campagna di screening  a tutto tondo sul cancro e sulla possibilità di vincerlo con le armi della prevenzione, della cura appropriata e immediata, è nata da un‘idea che ha appassionato e impegnato il Rotary Club Nardò sin dal 2014.

“Siamo  giunti alla quinta edizione” – ha spiegato il presidente del Rotary Nardò Giancarlo Schiavone.

“Per il nostro sodalizio “ – ha continuato il Presidente – “ è davvero fonte di grande soddisfazione l’aver avviato e consolidato nel tempo questa buona parassi a  servizio delle donne del territorio, iniziativa  che sosteniamo con  passione e grande impegno del nostro sodalizio e che vede in prima linea la grande disponibilità umana e professionale  della dottoressa Graziana Ronzino e del  team delle sue colleghe oncologhe della U.O.C. di Senologia del Vito Fazzi di Lecce . Ogni anno abbiamo prestato, grazie al loro scrupoloso impegno di volontariato, un servizio di screening mammario a circa 180 donne   alle quali sono state fornite consulenza , visita  ed ecografia mammaria.”

Appuntamento, dunque, per domenica 8 aprile, dalle ore 10.00alle ore 18.00, con la quinta edizione della Giornata di informazione e prevenzione dei tumori femminili con screening senologico gratuito ospitata, questa volta,  nei locali del  Presidio territoriale del Distretto socio sanitario di Nardò in  via XXVLuglio presso l’ex Ospedale Sambiasi.

Il programma prevede l’inizio dello screening alle ore 10.00. Seguiranno le visite senologiche e le ecografie mammarie.

Lo screening senologico gratuito sarà effettuato dalle dottoresse: Mariangela Ciccarese, Elisabetta De Matteis, Rosachiara  Focignanò, Loretta Paoletti e Graziana Ronzino della  U.O.C. di Senologia del Vito Fazzi di Lecce. Con loro sarà presente e parteciperà anche il dottor  Mario Filippo Massa, specialista in Oncologia  presso il Centro n Amalthea di Lecce.

Allo screening si accede prenotando i  coupon presso i locali del Presidio dell’ex Sambiasi che verranno rilasciati, su semplice richiesta  delle interessate, a partire dalla mattinata di domenica. Gli organizzatori invitano  a prenotare i coupon ben prima delle ore 10 in modo da  garantire un scorrevole svolgimento delle attività di consulenza offerte nell’arco della giornata.

L’iniziativa “Insieme per le donne” si propone non solo di fornire informazioni sui tumori della mammella e sui tumori femminili ma anche di educare alla prevenzione, di insegnare quelli che vengono definiti “i fondamentali” della prevenzione.

“La prevenzione e la diagnosi precoce salvano la Vita. Lo sappiamo bene noi medici e diffondiamo questo messaggio con grande impegno” –  spiega la dott.ssa Graziana Ronzino oncologa, “La prevenzione primaria e secondaria” – continua – rappresentano, ad oggi, l’unica arma a disposizione della comunità per migliorare lo stato di salute e la qualità di vita dei cittadini. Quello che registriamo però è una grande reticenza, non solo a parlare di malattia tumorale, ma anche ad affrontare lo screening. Da qualche anno sta regredendo il numero di decessi per tumore al seno. Uno dei motivi di questa evoluzione favorevole è il miglioramento della diagnosi precoce, che non può prevenire il tumore, ma aiuta a riconoscerlo in uno stadio iniziale. Meno la malattia è in stadio avanzato, migliori sono le chance di guarigione”