Ogni tanto capita una storia per la quale bisogna lavorare di pennello. Sulla tavolozza, infatti, si mescolano voci e sentimenti di diverse persone.

Una coppia di turisti ha telefonano ai pompieri dopo aver visto un piccione incastrato nelle griglie di metallo della chiesa.

E avvisano pure che attenderanno lì vicino in attesa del loro arrivo, casomai questi meridionali decidano di dimenticarsi del povero piccione imprigionato. Poi ci sono quelli dei vigili del fuoco che, per carità, l’intervento lo hanno portato a termine davvero e lo avrebbero fatto anche se avesse chiamato un neritino.

Anzi, per fortuna che l’hanno fatto: significa che non c’era null’altro di più grave in giro. Non solo hanno puntellato il loro mezzo pesante per fissare la scala telescopica, una volta recuperato l’uccello gli hanno dato anche da bere un po’ d’acqua con un bicchiere. Se vogliamo, fino a qui, è una storia che riconcilia con i buoni sentimenti, quasi da libro Cuore. Poi, però, andiamo a sentire anche chi quei piccioni, proprio in Centro storico, li combatte da decenni ed ha cercato con ogni mezzo di impedirne la proliferazione.

Una volta puntellato il mezzo è sopraggiunta un’autoambulanza che doveva entrare nella zona pedonale tanto che il mezzo dei vigili è dovuto uscire in marcia indietro per poter fare entrare il veiciolo del 118. Il povero piccione? Si è salvato, state tranquilli, ed è tornato a “scacazzare” sui monumenti. E speriamo che si sia salvato pure chi attendeva le cure dei sanitari.