La domanda vera di queste ore è: ma di cosa stiamo parlando? Ma dove arriverà questa retorica anti-Mellone, pretestuosa e offensiva del buon senso e dell’intelligenza dei neretini? È possibile che ogni alito di vento debba diventare uno scandalo? È normale questo costante esercizio di “prostituzione intellettuale” in danno della verità, dei temi, delle idee, degli interessi reali della città? Ma si rendono conto questi “pulpiti” chi sono, chi sono stati, da dove vengono?

Si arriva a distorcere e a “leggere” a piacimento un dato incontrovertibile: il gruppo che ha sostenuto Pippi Mellone sin dal primo momento, che l’ha portato al successo elettorale e che con lui ha preso in mano le redini della città, non è cambiato di una virgola. Semmai si è arricchito dei consiglieri e delle persone che hanno apprezzato la politica delle cose concrete, delle risposte ai cittadini, dei problemi risolti, delle novità e che hanno voluto prendere le distanze da una minoranza la cui unica strategia politica è quella del pettegolezzo e dell’insulto, dei fake per colpire a volto coperto, delle notizie costruite a tavolino.

Sandro Presta, corteggiato sino a ieri in ogni modo con l’obiettivo di ingrossare le file del misero fronte dell’opposizione consiliare, stamattina si è svegliato inciucista e voltagabbana. Questa è la mortificazione della politica, non altro. È chiaro che tra la prospettiva esaltante di contribuire al grande processo di rinascita della città e quella di stare dalla parte dei tifosi avvelenati del dissesto, Presta abbia scelto la prima. Con responsabilità e giudizio, senza contropartite.

Ripeto: ma di cosa stiamo parlando?

 

Giuseppe Verardi

Giovani in azione – Nardò