Foto1:(Lucia Manno LING XIAOYU con, da sinistra, Aurora Manno, Sonia De Leonardis, Gianmarco Lucatorto, Simona Sciacqua
FOTO GIANNI LANZA)

È il ritornello che dà il titolo alla canzone più ascoltata del momento, interpretata da Cesare Cremonini.

Così noi, curiosi come pochi, siamo andati in città alla ricerca di qualcuno che volesse “essere Robin” e che ci crediate o no…l’abbiamo trovato! Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Lucia Manno, 25 anni, neretina purosangue, un diploma in Architettura ed Arredamento conseguito all’Istituto d’Arte di Nardò, cassiera in un noto supermercato. “Persone oltre le cose”, è proprio il caso di dire, e possiamo confermare che abbiamo conosciuto una persona davvero originale!

Quella che incontriamo nella vita privata è, manco a dirlo, una ragazza completamente trasformata rispetto alla sorniona addetta alle casse che siamo abituati a vedere. L’arte della trasformazione è una sorta di stile di vita, evidentemente, per Lucia che è infatti l’unica neretina dichiaratamente “Cosplay”!
Questo termine è in realtà una parola composta da “COS”, diminutivo di costume, e “PLAY”, che vuol dire gioco: è la pratica di indossare un costume che rappresenti un determinato personaggio per lo più legato al mondo del fantasy, dei video games, dei GDR (giochi di ruolo), dei film, dei fumetti, dei cartoni animati o di quello che in Giappone si definisce “manga” e “anime”.

“Travestirsi coi costumi del proprio personaggio preferito è una pratica molto comune in Giappone” – esordisce Lucia –“tanto che molti credono che sia una abitudine nata nel paese del Sol Levante. In verità nasce negli USA negli anni quaranta e poi si diffonde un po’ in tutto il mondo seguendo lo sviluppo dei “manga” e degli “anime” nipponici, che meglio di altri hanno forse saputo interpretare, stimolare e dar vita a questo fenomeno a livello artistico, stilistico e culturale”.

Non sono solo i cartoni o i personaggi fantastici dei fumetti i soggetti personificati dai Cosplay, ma possono essere i più svariati, legati a band musicali particolarmente eccentriche e “colorate”. Non è raro imbattersi per le strade di Tokyo, ad esempio, in gruppi più o meno organizzati di Cosplay che se ne vanno in giro spensierati, travestiti da Super Saiyan, una specie umanoide legata all’anime di Dragon Ball, oppure a Pennywise, personaggio dell’omonimo romanzo di Stephen King, o magari ispirandosi ai manga un po’ più “osè”, vestiti alla moda “zentai”, cioè con un tessuto indossato a fior di pelle che ricopre tutto il corpo, faccia compresa. Eccentricità e stravaganze per alcuni, mode per altri, gioco, fondamentalmente, per la stragrande maggioranza dei Cosplayers.

La forza del Cosplay è, indubbiamente, l’impatto visivo: se ne può parlare e scrivere per pagine e pagine intere, ma una cosa e leggere di Cosplay, tutt’altra è vederli, incontrarli. Ed è quello che abbiamo fatto: poteva mancare a Nardò una Cosplayer? No! E se c’è qualcosa di originale ed eccentrico, state pur certi che ci siamo noi lì, a rendervene conto.

Come ti è venuta questa bizzarra idea di “travestirti da cartone animato”?

“In realtà quella che appare un’idea bizzarra in Italia altrove è una cosa normale, soprattutto là dove i cartoni animati hanno un significato sociale e culturale molto più profondo rispetto alla superficialità con la quale vengono spesso etichettati da noi. Faccio un esempio: in Italia le serie televisive dei cartoni animati vengono indistintamente seguite da ragazzi di tutte le età, salvo poi lamentarsi della loro apparente complessità, a tratti violenta, o della possibile emulazione che possono generare negli spettatori meno smaliziati. La cultura orientale è completamente diversa: ci sono diversi generi “manga”, ad esempio, ognuno adatto all’età di chi li guarda. Si va dai “Kodomo”, che sono anime e manga destinati ad un pubblico di bambini di età inferiore ai 10 anni; si passa ai “Shojo”, un genere più propriamente sentimentale, che soddisfa un target d’età compreso generalmente dai 10 ai 14 anni (un esempio “famoso” è la mitica Sailor Moon!); continuando troviamo gli anime “Shonen”, rivolti invece ad un pubblico maschile di età compresa tra i 10 ed i 18 anni circa, Dragon Ball o Naruto, per intenderci; per finire ai due generi che in Italia definiremmo quasi “per adulti”, o comunque destinati ad un pubblico più maturo, e che si definiscono “Seinsen” (destinati ad un pubblico in prevalenza maschile) e “Josei” (più apprezzati dalle donne)”.

Come e quando hai maturato questo forte legame con il genere Manga?

“Fin dai tempi della scuola ho sempre avuto e coltivato una grande passione per il disegno artistico, non a caso mi sono diplomata all’istituto d’arte e poi, anche se in parte, ho continuato a disegnare facendone una seconda professione: realizzo infatti lavori su commissione, illustrazioni, caricature e ritratti. Collaboro con un grafico per la realizzazione di maglie ed accessori con disegno personalizzato. Potete vedere i miei lavori visitando il mio profilo personale (Lucia Manno) o la mia pagina facebook (MLD hand-draw), Instagram (mld_hand_draw) e il canale You Tube (MLD hand-draw). Mesi fa, in collaborazione con GIEMME- Abbigliamento Sportivo del grafico Giorgio Antico, realizzammo ad esempio le maglie con le caricature dei giocatori di basket della prima squadra di Nardò”.

Da come la descrivi, la tua passione sembra la cosa più naturale e scontata del mondo. Ti rendi conto che andarsene in giro vestita, che so, da Sailor Moon, potrebbe suscitare in chi ti guarda qualche “perplessità”, come minimo?

“Sì, me ne sono resa conto, ma è una passione come tante altre. C’è chi ama andare in moto, chi fare sport e chi come me ama riversare tutta la sua creatività nel Cosplay, per realizzare qualcosa di unico, mettendo alla prova la propria abilità manuale e conoscenza tecnica, senza smettere mai di imparare. C’è in realtà un grande studio introspettivo dietro a questi personaggi che, ripeto, non sono semplici “cartoni animati”, come magari siamo abituati a percepirli noi in Italia. Già la stessa mia passione per il disegno in stile manga, sfociata poi nel Cosplay, era percepita con curiosità fin dai tempi della scuola: i miei professori avevano tutti una impostazione più accademica, più classica, legata ad alla nostra cultura artistica”.

Si può in qualche modo assimilare il Cosplay ad una sorta di Carnevale orientale?

“Sono due cose completamente diverse, perché il Cosplay non è la semplice rappresentazione di un personaggio in maschera, ma nasconde effettivamente uno studio sulla psicologia dello stesso, sul suo modo di agire ed interagire con gli altri personaggi della sua serie, sia egli il buono o il cattivo della stessa, ad esempio. Devo dire che con la mia amica, nonché ex compagna di scuola Elisabetta Giannuzzi, da poco presidentessa del Centro Turistico Giovanile, l’associazione che organizza da anni il Carnevale Neretino a Nardò, stiamo ragionando sulla possibilità di organizzare una esibizione Cosplay in città, con l’intento di promuovere e sensibilizzare questa pratica nella nostra città, per dare slancio e una ventata di novità anche all’associazione che da sempre organizza il Carnevale a Nardò, pur nella consapevolezza che non bisogna trascurare o snaturare le tradizioni storiche legate alla nostra cultura”.

Come si passa dal disegno artistico, dai manga o dagli anime, al Cosplay?

“Il Cosplay è esploso come fenomeno di massa in Giappone. Mi piace definirlo come un’arte che abbraccia diversi settori. Fin da quando avevo 15/16 anni ho iniziato a disegnare non solo seguendo le metodologie accademiche insegnatemi a scuola, ma anche a studiare lo stile fumettistico, specialmente quello giapponese. E’ una questione legata forse ad una diversa sensibilità: le simmetrie, la struttura dei volti, la ritrattistica sono molto particolari e richiedono uno studio diverso rispetto alla ritrattistica più comune. L’esempio più evidente è la cura degli occhi, che nei manga orientali sono smisuratamente grandi, ci avete mai fatto caso? Gli occhi sono lo specchio dell’anima e, quanto più sono grandi, tanto più danno la sensazione di evidenziare e comunicare sentimenti. Una mimica formidabile fatta di piccole sfumature che richiedono uno studio molto particolare. Passando dal disegno al Cosplay, Io mi ispiro ad un personaggio che mi piace, mi incuriosisce, mi intriga e cerco di imitarlo studiando, anche qui, un look che sia il più realistico possibile. Parto dai disegni, quindi, e poi mi concentro sui vestiti, che sono tutti prodotti in casa, artigianalmente, con opere di sartoria e grazie a qualche competenza acquisita sempre a scuola, nella scelta e nella lavorazione dei materiali. Trucco e parrucco sono spesso autentiche opere d’arte, nel senso che per rendere realistica un’acconciatura a volte bisogna modificare le parrucche, aggiungendone più d’una e combinando le stesse, oppure procurarsi delle speciali lenti a contatto, o ancora riprodurre artigianalmente degli effetti speciali su accessori o armi in dotazione al personaggio che si sceglie. Alcuni Cosplayers sono specializzati, ad esempio, in armature e riescono con sofisticati meccanismi meccanici automatici a riprodurre gli effetti speciali, le luci, i lampi legati all’utilizzo delle stesse da parte del loro personaggio in azione”.

Dove vi esibite?

“Le fiere, le convention, i raduni sono le occasioni per potersi travestire, incontrare altri Cosplayers, confrontarsi, divertirsi e migliorare le conoscenze e le tecniche. Lì incontriamo anche disegnatori, fumettisti, esperti. Poi ci sono le gare, nelle quali devi essere bravo non solo a sfoggiare il travestimento visivamente più realistico, ma anche a trasmettere allo spettatore le sensazioni giuste attraverso i gesti, le “mosse” del personaggio, riproducendo il suo ruolo nella serie che lo riguarda”.

Se un nostro lettore, incuriosito da tanta stravaganza, volesse partecipare anche solo come spettatore ad una esibizione, dove vi incontrate prossimamente?

“Anche in Italia negli ultimi anni il fenomeno Cosplay si sta diffondendo e non ha che l’imbarazzo della scelta: Il ROMICS ed il LUCCA COMICS sono i due eventi nazionali più famosi ed affollati del settore, e si svolgono a Roma e Lucca. Quest’ultimo è di gran lunga il più prestigioso e coinvolge l’intera città. Di rilievo anche il CARTOON COMICS di Milano ed il COMICON di Napoli. In Puglia sono sicuramente interessanti il BGEEK di Bari, il DAUNIA COMICS a Foggia e soprattutto il TARANTO COMICS, quello che più mi ha entusiasmata nelle passate edizioni, per arrivare fino alla nostra provincia: a Lecce si svolgerà sabato 24 e domenica 25 marzo prossimo, quindi tra pochi giorni, una bella Convention organizzata dall’Associazione Guardiani della Galassia, il LECCE COSPLAY & COMICS (www.leccecosplayandcomics.it  – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”>info@leccecosplayandcomics.it ). Vi invito a visitare la pagina facebook per consultare tutti gli appuntamenti in calendario: parteciperanno noti fumettisti ed artisti del settore, si disputeranno tornei stravaganti, giochi a premi, gare di Cosplay…ci sarà da divertirsi, in Piazza Palio, a Lecce Fiere”.

Ci puoi dare delle anticipazioni sui tuoi costumi?

“Parteciperò la sera del 24 e domenica 25. Sto realizzando un costume, che credo e spero venga bene, con un’armatura in “Eva Foam”, un materiale in gomma utilizzato dai Cosplay per la sua duttilità, lavorabile sia con la pistola termica che con altre tecniche apprese all’istituto d’arte. Realizzerò due personaggi: SANGO, uno dei protagonisti della serie manga InuYasha, creato da Rumiko Takahashi, una sterminatrice di demoni dotata di un particolare boomerang come arma e di una maschera che spesso le copre metà volto; e LING XIAOYU, personaggio della serie di videogiochi Tekken, che ho già proposto al parco divertimenti di Miragica ed in occasione dell’ultimo raduno Cosplay al quale ho partecipato al TARANTO COMICS, in gruppo con altri Cosplayers pugliesi con i quali abbiamo collaborato e coi quali ci ritroveremo a Lecce per condividere ancora quella splendida esperienza”.

 

Giunti a tanto, la curiosità è alle stelle! Non ci resta che partecipare a questo weekend leccese, per venirti a vedere dal vivo. Una neretina Cosplayer credo sia davvero una curiosissima occasione da non perdere! Abbiamo già preso contatti con gli organizzatori e, accompagnati dalla nostra speciale guida sterminatrice di demoni, proveremo a farci strada tra i più misteriosi ed impervi sentieri della Galassia Cosplay alla ricerca di foto originali, esperienze, interviste e curiosità su questo mondo tutto da scoprire. Restate con noi e… tutti al Lecce Cosplay & Comics!

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